EX ALL. DALBERT A FV, FLOP ALL'INTER? COLPA DEL MODULO. VIOLA NON È PASSO INDIETRO

29.08.2019 20:30 di Giacomo Iacobellis Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
EX ALL. DALBERT A FV, FLOP ALL'INTER? COLPA DEL MODULO. VIOLA NON È PASSO INDIETRO

Dalbert Henrique è il nuovo laterale mancino della Fiorentina. Il brasiliano classe 1993, arrivato a Firenze in prestito secco dall'Inter al posto di Cristiano Biraghi, è pronto a prendersi così una rivincita nel nostro campionato dopo aver collezionato solo 26 presenze - con tanti mugugni - nelle ultime due stagioni tra le fila nerazzurre. Per conoscere meglio il nuovo acquisto viola, FirenzeViola.it ha intervistato in esclusiva proprio chi ha visto sbocciare il talento di Dalbert: Ricardo Cheu, il primo ad allenare in Europa, tra le fila dell'Académico de Viseu, quel giovanissimo e promettente esterno appena arrivato dal Flamengo.

Cheu, che ricordo ha di Dalbert?
"L'ho allenato per due stagioni in Portogallo, nell'Académico de Viseu, in seconda divisione. Fui proprio io a volerlo dopo averlo visto giocare in Brasile. Dalbert mi piacque fin da subito: ha sempre avuto un gioco molto offensivo e attaccato la fascia con grande intensità".

La Fiorentina esce avvantaggiata o danneggiata dallo scambio con Biraghi secondo lei?
"Sono due calciatori diversi, ma posso dirvi che Dalbert è un talento strepitoso. È vero, all'Inter si è un po' perso, ma la colpa è il modulo adottato dai nerazzurri. Per tirare fuori tutte le sue qualità Henrique ha bisogno di un calcio più propositivo e offensivo, proprio come quello di Vincenzo Montella".

Proprio come aveva fatto all'Académico de Viseu prima, al Vitória Guimarães e al Nizza poi.
"Esatto. Solamente all'Inter le cose non sono andate come ci si poteva aspettare, ma non dimentichiamoci che Dalbert appena due estati fa è stato pagato oltre 20 milioni di euro proprio dai nerazzurri. Ha una forza fisica strepitosa e sulla fascia sinistra è un vero pendolino, Firenze può rappresentare la piazza giusta per riscattarsi anche in ottica Nazionale. Non è un caso se su di lui nel 2017 c'era mezza Europa".

Il prestito secco alla Fiorentina può essere considerato un passo indietro?
"Assolutamente no. La nuova Fiorentina di Commisso ha obiettivi ambiziosi e Dalbert, con la giusta dose di fiducia, avrà l'opportunità perfetta per far vedere a tutti chi è davvero. Quella viola è la miglior seconda chance che potesse capitargli in Italia".

A livello umano, invece, che persona è?
"Un uomo di famiglia, sempre molto concentrato sui propri affetti più cari e sul suo lavoro. Si vedeva che all'Inter non stava bene a livello emotivo, Dalbert deve giocare, giocare e giocare. Solo così è felice e rende al massimo".

Chiosa sulla sua carriera da allenatore. L'anno scorso, dopo tanto girovagare per l'Europa, è passato anche dall'Italia.
"Sì, nella passata stagione ho lavorato al Rieti in Serie C. Mi è piaciuto molto e mi piacerebbe tornare a lavorare nel vostro Paese un giorno. Il campionato italiano è davvero affascinante, al Rieti avevo una delle rose più giovani della categoria e abbiamo fatto bene. È stata un'ottima opportunità per la mia carriera".

Il suo presente però è in Slovacchia, sulla panchina dello Spartak Trnava.
"Sì, dopo i sei mesi della seconda parte della passata stagione al Senica mi si è prospettata la possibilità di allenare una delle big del calcio slovacco e non ho esitato. Col Senica avevamo fatto cose interessanti, raggiungendo il record di punti nel girone di ritorno, ma non potevo ovviamente dire di no allo Spartak quest'estate. Il pre-campionato è stato soddisfacente, abbiamo giocato i preliminari di Europa League e adesso siamo pronti per una gran bella stagione".