C. ZANETTI A FV, LJAJIC SCELTA GIUSTA MA DATEGLI FIDUCIA

C. ZANETTI A FV, LJAJIC SCELTA GIUSTA MA DATEGLI FIDUCIAFirenzeViola.it
© foto di Giacomo Morini
mercoledì 8 giugno 2016, 13:00L'esclusiva
di Andrea Giannattasio

Tra le prime piste di mercato che il nuovo dg viola Pantaleo Corvino sta sondando in questi suoi primi giorni fiorentini, c’è sicuramente anche il nome di Adem Ljajic, calciatore che a Firenze (quanto meno sul campo) ha lasciato di sé un ottimo ricordo e che Paulo Sousa avrebbe richiesto espressamente nel faccia a faccia avuto col dirigente a Lisbona per potenziare l’attacco della sua Fiorentina. Per parlare di questo e di altri temi, Firenzeviola.it ha chiesto un parere all’ex regista viola Cristiano Zanetti, portato a Firenze nel 2009 proprio da Corvino e l’anno successivo compagno di squadra proprio di Ljajic.

Zanetti, la Fiorentina a suo avviso farebbe bene a puntare ancora una volta su Ljajic?
“Credo che Adem sia un talento vero, un giocatore dalle grandissime qualità che nel corso di questi anni, sia a Roma che a Milano, non ha trovato il giusto spazio per esprimerle. Gli è mancata a mio avviso la fiducia da parte della piazza e degli allenatori che ha avuto, ecco perché penso che la Fiorentina farebbe bene a puntarci”.

Crede che possa essere adatto al gioco di Sousa?
“Non so quante squadre ad oggi in Serie A non vorrebbero puntare su Ljajic. Adem è un ragazzo molto intelligente sotto l’aspetto tattico, sa saltare l’uomo come pochi e crea sempre superiorità numerica. Oltretutto sa calciare benissimo le punizioni, cosa che alla Fiorentina mi pare che in pochi sappiano fare. Un giocatore come lui è in grado di risolvere le partite più equilibrate quando meno te lo aspetti: tutti vorrebbero allenare un giocatore così”.

Che ne pensa del ritorno di Corvino? L’ha sorpresa?
“No, affatto. Pantaleo è un uomo che conosce bene la piazza e proprio per questo sono convinto che possa fare benissimo fin da subito. Se la società lo ha richiamato dopo la sua prima esperienza vuol dire che Corvino ha lasciato di sé un ottimo ricordo”.

Non teme il rischio di una classica “minestra riscaldata”, come dicono in tanti?
“No, affatto. Il suo lavoro è ben diverso rispetto a quello di un calciatore o di un allenatore. Si tratta semplicemente di provare a replicare quanto di buono ha fatto in passato. Sono convinto che potrà fare bene e personalmente glielo auguro”.