BUCCIANTINI A FV, POCHE COLPE DI PIOLI, PER IL FUTURO MI PIACE ROSE. IL PROGETTO GIOVANI...

02.04.2019 19:00 di Alessio Del Lungo   Vedi letture
BUCCIANTINI A FV, POCHE COLPE DI PIOLI, PER IL FUTURO MI PIACE ROSE. IL PROGETTO GIOVANI...

La partita che si disputerà domani sera allo Stadio Olimpico tra Roma e Fiorentina si presenta come una sfida molto delicata in virtù dei momenti che stanno vivendo le due squadre. I viola dal 22 dicembre ad oggi hanno vinto solo tre gare in campionato e questo ha portato la panchina di Stefano Pioli ad essere messa in discussione per il prossimo anno. Il tecnico emiliano però ha come attenuante quella di aver intrapreso una strada basata sul lungo termine, ma che rischia di diventare sempre più impervia anche a causa di qualche cessione di pezzi pregiati della squadra. All'opinionista di Sky, Marco Bucciantini, FirenzeViola.it ha chiesto, in esclusiva, il suo pensiero.

Che partita si aspetta domani tra Roma e Fiorentina?
“Se valuto le partite di domenica scorsa, la Fiorentina ha fatto meglio della Roma. Contro il Torino ho visto una squadra che ha concesso pochissimo all’avversario. I viola hanno disputato una buona partita, facendo molto più del Torino che, a parte la sconfitta con il Bologna, veniva da un periodo positivo. La Fiorentina ha concesso un tiro da fuori area e un paio di ingressi in area dai lati. E ha creato molto, specie nel primo tempo. Ma non ha vinto, perché questo è il suo limite: manca la qualità per trasformare certe occasioni, e manca la tenuta per conservare piccoli, ma preziosi vantaggi: contro Torino e Sampdoria, in casa, può bastare anche l'1-0, sono scontri diretti, la Fiorentina è andata in vantaggio giocando meglio ma è stata subito ripresa da avversari che non sembravano trovare molte soluzioni. Questi pareggi fanno tutta la differenza in classifica fra i viola e le altre. La Roma invece era in completa balia del Napoli e non è riuscita a tenere il campo, un difetto che ha evidenziato troppo spesso in questa stagione: non contesta la palla, lascia vuoti enormi fra i reparti. E quando giochi contro squadre come il Napoli questo difetto diventa irrimediabile, perché gli altri ci sanno fare con la palla. Direi dunque che sono due squadre deluse allo stesso modo, ma come prestazioni e condizione la Fiorentina ci arriva meglio. La Roma però è più vicina al suo obiettivo, perché ha più qualità e soluzioni. Così hanno vinto partite pur giocando peggio degli avversari, anche recentemente con Empoli e Bologna, mentre la Fiorentina ha spesso pareggiato facendo meglio…”.

Il lavoro di Pioli a Firenze sembra destinato a terminare quest’anno. Chi vedrebbe meglio al suo posto?
“Pioli può ancora vincere la Coppa Italia e rimanere. E comunque quella partita va protetta anche da questi discorsi. In questi anni la Fiorentina è sempre arrivata più o meno dove la squadra era in grado di arrivare, solo l'ultimo anno con Sousa finì in modo deprimente, forse al di sotto del valore, ma in generale non darei colpe ai tecnici, che possono fare la differenza, ma sono sempre meno importanti della proprietà: un mister lavora nel solco, nella visione, nella programmazione e nell'ambizione di una società. L'esempio di tecnico più virtuoso e decisivo lo abbiamo a Bergamo, ma anche Gasperini che sta facendo la differenza nel momento decisivo, due anni e mezzo fa quando era ultimo in classifica, fu protetto dalla società che gli indicò la via dei giovani, in un contesto dove questa politica può esaltarsi. Altrove i giovani non bastano. Perché ci sono più attese, più pressioni. Comunque, per tornare ai tecnici, credo che Giampaolo sia un tecnico pieno di idee e di talento, che Marco Rose del Salisburgo mi piaccia da matti, ma è allevamento protetto del Lipsia... Ma tecnici bravi ce ne sono molti".

Che cosa è mancato a suo avviso alla Fiorentina in questa stagione?
“È stata una squadra sempre competitiva, spesso anche superiore, ma non vincente. In campionati come questo dove tutte le squadre vivono di periodi positivi e negativi non essere vincente ti inchioda all'anonimato. Una striscia di risultati ha messo il Torino più su. Una difesa solida ha portato il Milan al quarto posto. La Lazio adesso fa un bel calcio con Luis Alberto a centrocampo, e questo basta per scalare posizioni. La Fiorentina ha avuto buoni momenti e buone partite dalle quali ha cavato poche vittorie, e se non vinci significa che manca qualità. Tecnica o mentale, o anche fisica, perché Chiesa e Veretout perdurano, gli altri calano sempre nei secondi tempi”.

Come pensa che debba affrontare l’Atalanta nella semifinale di ritorno di Coppa Italia?
“L’Atalanta è favorita e sta giocando meglio della Fiorentina da tempo, però è una partita a cui ai viola può bastare un gol per passare e lo può fare: ha fatto 6 gol in tutte e 3 le partite di questa stagione con l'Atalanta. Il problema con la Dea è fermarla, contenerla, incepparla. Sperando che in questi 20 giorni affievolisca la condizione atletica che ha adesso. Fossi Pioli giocherei... Per lo 0-0. Accettando di subire l'Atalanta, come nella partita di campionato al Franchi, e cercare un gol strada facendo, con Chiesa, Muriel... Con Simeone che quando entra è più significativo di quando comincia. Non farei come nella gara di campionato a Bergamo, quando sono andati a specchio, a tutto campo con una squadra che nella lotta ampia, a mani nude, si esalta e mette sotto anche la Juventus. Bisogna sperare nella salute di Pezzella, Muriel, Chiesa e Veretout, che sono fondamentali per questa squadra, dovranno essere al top. Le possibilità ci sono perché contro le 3 squadre ancora in corsa in Coppa Italia i viola hanno sempre fatto partite molto combattute in questi anni”.

Cosa pensa che debba fare la Fiorentina con Chiesa e Veretout che sono al centro del mercato viola in uscita?
“Una società con i debiti deve vendere, ma la Fiorentina non li ha quindi deve solo decidere un progetto tecnico. Se vuole migliorare, i migliori li deve tenere perché per far rientrare i soldi spesi per Rasmussen e Traoré può vendere anche altri giocatori. L'autofinanziamento dipende anche dal livello di rischio che una società si vuol prendere. Il Napoli autofinanziandosi fa 80/90 punti a campionato. Con i campioni migliora il livello e poi, quando li vende, non a 22 anni ma a 28, con i soldi va a comprare giocatori internazionali, per migliorare ancora il livello. Arrivando a fatturati che permettono di alzare il monte ingaggi, e arrivare a certi obiettivi. Anche questo è autofinanziamento. La Fiorentina ha saputo farlo con Borja e Kalinic, per esempio. Ma vendere i giocatori forti prima che ti abbiano aiutato a raggiungere un livello migliore non è fare calcio, ma far soldi. Vendere uno bravo come Chiesa, anzi, non bravo: decisivo come solo i campioni di razza sanno essere, per comprarne tre quasi bravi come lui non fa migliorare la squadra. La Fiorentina non deve avere la debolezza di accontentare i giocatori, ma essere proprietaria del proprio futuro”.

Marco Bucciantini, cosa pensa del progetto di crescita dei giovani che sta facendo la Fiorentina?
“Che è giusto, è identitario, che è fondamentale per equilibrare il fare calcio di una società come la Fiorentina. Ma non è tutto. È chiaro che un giovane bravo ha più valore economico di un adulto bravo, ma domenica ho ammirato Federer e Rossi: il talento, la tecnica, la passione e la salute sono i primi e più autentici dati biografici da considerare. Poi, la Fiorentina è una delle poche ad avere tutti giocatori titolari, a parte Mirallas, nati dopo il 1990, questo mi piace e se Chiesa invecchia a Firenze mi piace ancora di più e avrebbe un significato vero e profondo, perché l'obiettivo è diventare più forti. I tifosi non guardano l’età media a fine campionato, ma la classifica”.