Kean valore aggiunto, la svolta è golosa. Un ‘mostro’ per Mou, un sogno per Fabregas, Grosso dovrà gasarlo con il gioco. Joao Mario e Jimenez: sfratto esecutivo a Dodo. E a proposito di Mastantuono…
Prima di celebrare la conferma di Kean, diciamo subito che qualche solida traccia disegnata nei pensieri viola l’abbiamo vista. L’attacco è in fase di costruzione, eppure la Fiorentina ha recuperato il Real Madrid grazie ai suoi centravanti. Detta così è molto chic. Per onestà poi contiamo gli assenti del Real (un pullman) e ricordiamoci sempre che le amichevoli estive sono quelle in cui, un anno fa, Sohm segnò all’Old Trafford contro il Manchester (1-1).
Ma ci sono riflessioni sul gioco, indipendenti dalla prudenza: la Fiorentina ha finalmente centrocampisti che per anni ha invidiato alle altre squadre (Atta, Oulai). La seconda buona notizia è che c’è l’imprinting di un’identità orgogliosa, della serie non si molla perché abbiamo qualità diffusa. La terza è che le ripartenze per ora hanno come punti di riferimento giocatori tecnici fra le linee, che rompono la monotonia della verticalità modello lancione. E questo - francamente - mi piace molto. Sarà mica perché mancano gli esterni di attacco? Certo che sì, ma Grosso si è adattato e la crescita si può declinare in tanti modi. L’attacco è in fase di costruzione e quando ci saranno anche gli esterni vedremo altro, basta insegnare i codici giusti ai giocatori.
Ma veniamo a bomba su Kean, che ieri ha scritto un post criptico che nessuno ha capito. Almeno speriamo che sia stato chiaro a lui quando l’ha pensato. La sostanza però è un’altra e molto concreta: la Fiorentina ha fatto sapere che non lo cederà e questo cambia molto la prospettiva. Prima della ‘notizia’ fatta filtrare dalla società viola, stavo pensando che la decisiva condizione per cedere Kean sarebbe stata la richiesta del giocatore di cambiare aria. Mai come in questa stagione è necessario unire le forze, sono cambiati tutti i parametri interni e non c’è più spazio per gli equivoci. Quindi: con noi o contro di noi, a metà non serve. Musi lunghi o indecifrabili, anche no. La seconda condizione - a fronte di un’offerta tra i 35 e i 40 milioni - sarebbe stata quella del sostituto (con Pellegrino favorito). Ma se Moise sta davvero bene - poi ne parlerò nel punto tre - può fare la differenza in qualsiasi modulo, mica solo in quello modello fionda di Palladino. Dimostrazione è che Fabregas lo considerava ideale per il suo 4-3-3 con il recupero alto della palla. Grosso dovrà ‘gasare’ il centravanti con un gioco che lo avvolga e non c’è dubbio che alla base della volontà di togliere Kean dal mercato ci sia stata la condivisione. Terzo punto fondamentale, la tibia. Il focus è quello e non solo perché il fratello di Moise - dispensatore di emoticon e notizie - lo ha chiaramente ammesso a metà aprile, quando parlò di infiltrazioni necessarie per giocare e opportunità di uno stop di 2-3 mesi. La preparazione di Kean ha seguito ritmi personalizzati e per questioni di privacy restano vaghi i contorni del recupero mirato. Problema alla tibia risolto del tutto? A quanto pare ci sono buone sensazioni. Informazioni a disposizione solo dello staff medico e ovviamente nessuno all’esterno potrà accedere a qualcosa che assomigli a una notizia.
Capitolo esterni ‘difensivi’: l’arrivo di Joao Mario è un avviso di sfratto per Dodo, il quale su quella stessa fascia avrebbe come concorrente anche Jimenez. Dodo si avvia allo svincolo e ha tutto fuorché gli atteggiamenti di un calciatore felice di restare, quindi dovrà essere trovata una quadra. Siamo però entrati in un’epoca viola in cui sembra che il problema sia del calciatore e non del club, il quale si è già cautelato riempiendo i ruoli. Dodo potrebbe riempire le casse? Ho qualche dubbio, bisognerà accontentarsi e forse anche lui lo farà per non restare in panca. Un club forte riesce a sembrare spavaldo anche quando il ragioniere fa i conti e non gli tornano. Parlerà il campo, non il bilancio (che migliorerà grazie al campo). Almeno si spera.
Infine due righe su Mastantuono, talentino che potrebbe diventare talentone. Si cita sempre Nico Paz, quando si ricorda che il Real produce decine di futuri campioni e non potendo ospitarli tutti nel sacro reame degli 11 in campo, li manda poi in giro in prestito per vedere quanto valgono (assicurandosi poi la recompra e scalare). Mastantuono non è stato ‘prodotto’ ma è arrivato giovanissimo per una cinquantina di milioni dall’Argentina, per essere un diciannovenne ha giocato anche tanto (23 presenze in Liga). Non è esattamente un esterno, ma ha classe nei piedi e vitamine nel cervello. Io sono fra quelli che vorrebbe buoni giocatori, a prescindere dal ruolo, perché poi se lo trovano da soli.
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