TORREIRA TORNA ALL’ARSENAL. SI PARLA ANCORA, MA È DIFFICILE RIVEDERLO IN VIOLA. TENSIONI NELLO SPOGLIATOIO. ITALIANO, SI CERCA L’ACCORDO. CONTATTI CON BARONE. OCCHIO AD ASLLANI, CELIK, IMERI, DODO E TAMEZE. L'EMPOLI RISCATTA VICARIO

31.05.2022 11:15 di  Enzo Bucchioni  Twitter:    vedi letture
TORREIRA TORNA ALL’ARSENAL. SI PARLA ANCORA, MA È DIFFICILE RIVEDERLO IN VIOLA. TENSIONI NELLO SPOGLIATOIO. ITALIANO, SI CERCA L’ACCORDO. CONTATTI CON BARONE. OCCHIO AD ASLLANI, CELIK, IMERI, DODO E TAMEZE. L'EMPOLI RISCATTA VICARIO

Oggi è l’ultimo giorno utile per riscattare Lucas Torreira e la Fiorentina non sembra abbia alcuna intenzione di inviare pec, fax, raccomandate o piccioni viaggiatori all’Arsenal per far scattare il suo diritto di acquisto del giocatore a quindici milioni di euro.

Salvo ripensamenti dell’ultimo momento e sappiamo quale mondo strano sia il calcio, l’opzione sarà lasciata cadere, anche se qualcuno sostiene che in realtà la società viola nelle ultime ore avrebbe chiesto all’Arsenal ancora qualche giorno d’attesa.

Dunque, Torreira addio?

Questo non è detto, almeno non in modo così drastico. Se la Fiorentina non dovesse riscattarlo oggi si potrebbe in ogni caso passare da domani in poi a una trattativa diversa con la società inglese e parallelamente con il giocatore. Anche se è difficile e complicato, dunque lasciamoci uno spiraglio. Sappiamo che Pradè ha cercato e sta cercando una mediazione con il procuratore Betancur, è particolarmente legato al giocatore da molti anni, ma ci sarebbero delle situazioni che vanno oltre la normale ricerca di uno sconto con l’Arsenal rispetto ai quindici milioni concordati l’estate scorsa, o a quella con il giocatore che guadagnava quasi quattro milioni e dovrebbe tagliarsi lo stipendio di quasi la metà o con lo stesso procuratore che vanterebbe commissioni inevase.

Le dinamiche economiche hanno sicuramente inciso, nelle trattative cercare sconti, voler spendere il meno possibile, trattare appunto, è normale, ma la vicenda Torreira non può essere soltanto questo. C’è qualcosa che sfugge perché fino a un mese e mezzo fa la Fiorentina aveva al punto uno dell’agenda di lavoro il riscatto dell’uruguagio e lo scenario era chiaro. È possibile che l’infortunio della parte finale del campionato, le sconfitte inattese e qualche panchina di troppo abbiano fatto saltare qualche equilibrio anche all’interno dello spogliatoio. Le recenti “uscite” pubbliche di Bonaventura e Venuti sull’importanza del gruppo a discapito degli interessi dei singoli potrebbero essere anche parole da leggere più attentamente.

Mi rifiuto di credere che due o trecento mila euro di differenza di stipendio o commissioni per il procuratore, abbiano potuto far buttare a mare una trattativa e un rapporto, la Fiorentina ha commesso errori, ma non può essere una società così sprovveduta.

Come sappiamo noi dell’importanza di Torreira nei meccanismi di Italiano e dei suoi cinque gol, credo che a maggior ragione l’analisi sia stata fatta anche in società.

Quindi oggi penso che se la Fiorentina ha deciso di non far valere la sua opzione per il riscatto stia pensando che aspettando si possano creare le situazioni giuste per pagarlo meno o in alternativa abbia già in mano soluzioni alternative con registi dalle stesse caratteristiche tecniche graditi all’allenatore. Se la Fiorentina dovesse rimandare a casa Torreira “senza rete”, come fosse un giocatore qualsiasi, ecco solo in questo caso direi che si fa mercato improvvisando e aspettatevi una mia dura reazione per quel che conta, ma credo ancora prima della mia ci sarebbe quella dell’allenatore. Quindi aspettiamo con serenità perché se la Fiorentina fosse su Asllani dell’Empoli (visionato spesso negli ultimi mesi) o su altri nomi di giocatori validi, penso allo svizzero Imeri che ho visto giocare anche in quel ruolo, o altri ancora, credo che in mano a Italiano questi uomini farebbero dimenticare in fretta anche uno bravo, molto bravo, come Torreira.

Mi spiego meglio: non ho detto che sono contento se Torreira va via. Dico che ci possono essere soluzioni altrettanto valide e in prospettiva anche migliori, tocca alla Fiorentina dimostrare di trovarle. Si parla anche di Sensi, giocatore molto bravo, tecnicamente e tatticamente, ma gli ultimi due anni raccontano di troppi infortuni e nel ruolo non sono concessi esperimenti o tentativi. Via Torreira servono certezze.

Aspettando la fine-fine della vicenda e lasciandoci prudentemente degli spiragli prima dell’apertura del mercato, un’altra questione per me ancora più importante è nell’agenda della Fiorentina: il rinnovo di Italiano.

L’allenatore avvistato sabato a Parigi per vedere la finale di Champions League e probabilmente tifare Liverpool che gioca un calcio simile a quello della Fiorentina, Italiano dicevo, vuole restare a Firenze (l’ho detto ormai mille volte), ma il suo procuratore Ramadani ha fatto giustamente sapere che ripartirà per Moena solo con il prolungamento di contratto firmato. Con un nuovo accordo che lo metta al centro di un ciclo di almeno tre anni. Calcisticamente è tutto molto logico, sappiamo che i contratti non contano nulla se qualcuno vuole andar via, ma sono importanti per chi vuole lavorare serenamente nel medio periodo e sicuramente rafforzano l’allenatore nei confronti della squadra.

Tutto questo la società lo sa, Joe Barone è a New York ma non escludiamo (anzi) che ci siano stati e ci siano contatti con Ramadani per arrivare ad avere sul tavolo del prossimo incontro una bozza di contratto soltanto da firmare. La prima data utile dovrebbe essere l’otto giugno, la speranza è che si metta un punto fermo con Italiano per partire poi alla ricerca di quei sei-sette giocatori che servono per ricostruire una rosa pronta per riprovare a conquistare l’Europa League in campionato e far bella figura in Conference.

Come anticipato qualche tempo fa, la Fiorentina cercherà sicuramente giocatori titolari o quasi per il ruolo di portiere, esterno destro di difesa, regista, interno di centrocampo, esterno d’attacco e centroavanti. Come si vede sei giocatori che potrebbero diventare sette se Milenkovic non dovesse prolungare, ma le speranze ci sono. Poi si faranno anche operazioni di contorno come un vice-Biraghi o un’alternativa a Nastasic che non dovrebbe restare.

Come detto più volte, i nomi girano e spesso sono messi in circolo da procuratori o direttori sportivi, altre volte interessano davvero, ma trattasi di pour parler o sondaggi. Inverosimile, ad esempio, Alessio Romagnoli del Milan che guadagna 5,5 milioni, è in scadenza e con il cartellino in mano chiederà un ingaggio di quel livello. Tratta con la Lazio.

Ma per quel che mi raccontano operatori di mercato, la Fiorentina non cerca né Belotti né Gollini. Sarebbero altri gli obiettivi.

Non mi meraviglio, Belotti è un contropiedista, ha fatto fatica con Giampaolo, ma anche in Nazionale con Mancini che gioca un calcio più simile a quello di Italiano. Ma anche il portiere dell’Atalanta non rientra nei programmi. La Fiorentina ha nel mirino Vicario, Carnesecchi e Cragno. Dovrebbe arrivare a uno di questi tre. Vicario sarà riscattato dall’Empoli per dieci milioni e l’operazione non mi meraviglia conoscendo la lungimiranza dei dirigenti azzurri. Il giocatore li vale e alla fine potrebbero decidere di tenerlo e rivenderlo l’anno prossimo per fare plusvalenza. Sono sicuri che crescerà ancora. La Fiorentina però potrebbe intavolare il discorso anche per Asllani e mettere sul piatto Zurkowski che l’Empoli può riscattare a 4,5 milioni con contro-riscatto a sei, Benassi, ma anche Terzic come parziale contropartita. Vedremo. L’Empoli di solito vende molto bene e non fa sconti a nessuno.

La Fiorentina pensava di andare a trattare con il Cagliari retrocesso che ha in rosa pure Cragno, spendendo meno, ma la decisione dell’Empoli per Vicario complica i piani. A proposito di Cragno piace da tempo anche lui, si aspetta l’ultima parola di Italiano che del portiere valuta anche i piedi. Carnesecchi è dell’Atalanta, altra società che vende senza fare sconti. Scenari aperti.

Vi ho detto di nomi che escono e che non accosterei mai alla Fiorentina, mentre mi risulta che piacciano davvero Tameze, Imeri, ma anche il turco Celik del Lille e Dodô dello Shakthar, di sicuro un talento già ammirato in Champions. Forse costa troppo, ma aspettiamo per capire. L’ultima idea suggerita da Burdisso è l’attaccante argentino Luis Vazquez del Boca, 21 anni, con una clausola rescissori di circa 13 milioni.

Un altro in sospeso è Piatek, come già scritto, se l’Hertha dovesse ridurre di parecchio le pretese potrebbe essere riscattato, magari per poi rivenderlo. Analisi da fare nel vertice con l’allenatore che come detto ci dovrebbe essere l’otto giugno, dopo il rientro di Joe Barone.