IL MERCATO DI GENNAIO, UN ESAME PER MOLTI DOPO I FLOP DEL PASSATO. GOLLINI, UN CASO CHE POTEVA ESSERE EVITATO. LA FIORENTINA ASPETTA BARAK E VALUTA LE RISORSE INTERNE, LA SCELTA E' CONDIVISIBILE
Il mercato di gennaio per la Fiorentina non sarà solamente un mese dove eventualmente provare a migliorare la squadra con qualche innesto mirato, o più semplicemente per cedere quei calciatori che non rientrano più nei piani presenti e futuri. Ma piuttosto una sorta di esame per i componenti dell'area tecnica della società - da Burdisso, a Pradè, passando per tutti gli altri collaboratori - che loro malgrado, a fronte di ingenti investimenti, in passato hanno sbagliato alcune valutazioni su calciatori che non hanno reso secondo le previsioni oppure si sono inseriti nel nuovo contesto solamente parecchio tempo dopo.
E fra le scelte fatte la scorsa estate peraltro condivise da tutte le componenti della Fiorentina (proprietà, direttore sportivo ed allenatore) ce n’è una più di altre che non ha pagato, e cioè quella di Pierluigi Gollini. Voluto da Vincenzo Italiano, il portiere arrivato in prestito con diritto di riscatto dall’Atalanta dopo l’anno trascorso in panchina al Tottenham non è mai riuscito a ritagliarsi uno spazio tutto suo. Il problema nasce a monte, dalle gerarchie che almeno inizialmente non sono state chiare e cristallizzate. Terracciano gode della fiducia dell’allenatore, Gollini ha quell’esperienza europea che mancava alla Fiorentina fresca di ritorno in Conference League. In mezzo un ballottaggio che ha finito per penalizzare il secondo che probabilmente si aspettava un approccio diverso e soprattutto un utilizzo differente. Un bel pasticcio che poteva essere evitato e che bisognerà risolvere nel minor tempo possibile.
Ne servirà dell’altro invece per valutare Antonin Barak. La trattativa per esercitare il riscatto del prestito dall’Hellas Verona al momento non c’è. Le cose tuttavia potrebbero cambiare in futuro, anche in base a quello che sarà il rendimento del giocatore dalla ripresa del campionato fino alla conclusione. Merita fiducia e pazienza perché, organico alla mano, è fra i pochi in grado di alzare il livello qualitativo e piazzare la giocata giusta quando conta per davvero. Con il Verona nelle ultime stagioni ha dimostrato di possedere queste doti che si sono solamente intraviste nella Fiorentina. Ma è cambiato tanto rispetto all’esperienza con l’Hellas, a partire dal modulo.
Sul fronte nuovi acquisti la Fiorentina ad oggi è giustamente impegnata nel valutare attentamente la rosa attuale, quelle che sono le risorse interne ed i possibili scenari ed opportunità che offre il mercato di gennaio. Dove non può e non vuole più sbagliare nulla.
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