IL GIUDIZIO SUL MERCATO VARIA. IL PRINCIPIO DELL’INSOSTITUIBILITÀ DEI DIRIGENTI

01.02.2024 10:45 di Stefano Prizio Twitter:    vedi letture
IL GIUDIZIO SUL MERCATO VARIA. IL PRINCIPIO DELL’INSOSTITUIBILITÀ DEI DIRIGENTI
FirenzeViola.it

E’ pacifico che un mercato invernale viola che si dovesse fermare agli innesti di Faraoni e Belotti, ed un mercato che vedesse anche l’arrivo di Gudmundsson, comporterebbero due giudizi con relativo valore giornalistico numerico a corredo, del tutto diversi. Solo il tempo prossimo ci dirà se l’accostamento dell’islandese del Genoa alla Fiorentina sia frutto di reali trattative sull’asse Firenze Genova o solo il lavorìo di qualche giornalista specialista in mercato che ha il vizietto di fungere da casella postale di un club o di qualche procuratore, lavorìo che sarebbe servito solo a trasformare l’islandese nel Berardi 2.0, giocatore che costava un prezzo preciso per cui  la Fiorentina negli anni scorsi  ha più volte offerto  cifre diverse da quel prezzo fissato dal Sassuolo, solo per farsi respingere la proposta, ma poter dire e far dire di averlo trattato. Sono queste ed altre le meschine miserie del regno del calciomercato parlato, un mondo dove non conta il vero, ma solo il verosimile e dove la verità si piega e si deforma secondo i desideri di un pubblico che anela nomi e scenari anche immaginari per poter sognare.

Nel frattempo che s’attende di vedere quale giudizio dovremo dare dell’operato viola in questa finestra invernale di trattative, la Fiorentina vera, quella che gioca gli ordini di Italiano, ha disputato un turno di campionato. Un turno disputato uguale due posizioni in classifica perdute, a questi ritmi la squadra viola dissiperebbe presto tutto l’ottimo lavoro del girone d’andata. Ma si sa che al club di Commisso i risultati sportivi interessano pochino o per lo meno non ossessionano l’imprenditore italo americano. C’è persino chi dice che al club, giunto 8° l’anno scorso, interessi al massimo migliorare la posizione dello scorso campionato cogliendo un 7° posto che non spingerebbe i tifosi a far cortei sui viali di circonvallazione. Del resto l’adagio recita: chi non ha voglie è ricco e chi non è ricco non abbia voglie.

L’ arrivo del solo Belotti in avanti (soluzione che sembra la più facile nel momento in cui scriviamo), pur essendo probabilmente un miglioramento( almeno di speranze) rispetto a Nzola, certificherebbe tuttavia che non si è posto rimedio alla lacuna che la squadra ha sul fronte esterno avanzato sinistro, oltre a bocciare di fatto il mercato estivo operato dalla società, ma si sa che Commisso mena vanto di non licenziare nessuno, preferisce portare avanti le sorti sportive della squadra viola nella mediocrità, lasciando sbagliare ai suoi uomini un giocatore dietro l’altro, un  mercato dietro l’altro. 

Chissà se Commisso avrebbe adoperato medesimo principio di inamovibilità e indestituibilità con un architetto o un capomastro che avessero commesso errori così fatali e costosi nella realizzazione del Viola Park?
Perchè la fiducia è bene, il controllo è meglio, dice Lenin.