ILICIC, Dalla guerra alla pandemia... paura che blocca

01.08.2020 15:20 di Redazione FV Twitter:    Vedi letture
Fonte: Corriere della Sera
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
ILICIC, Dalla guerra alla pandemia... paura che blocca

Sul Corriere della Sera si cerca di ricostruire cosa possa essere accaduto a Josip Ilicic che prima del lockdown aveva segnato 4 gol a Valencia, scolpendo il suo nome nella storia della Champions stessa. Poi, si legge, "l’epicentro della pandemia, il conteggio dei morti, il suono delle sirene, i camion dei soldati che di notte trasportano le bare via da Bergamo. Forse è stato troppo. Troppo tutto assieme e troppo velocemente. Quello che è sicuro è che Josip Ilicic quando il pallone ha ricominciato a rotolare e quando tutti parlavano di ritorno alla vita è sparito. Ultima comparsa in campo l’11 luglio contro la Juventus, spento, depotenziato, poi basta. Un recupero che slitta a non si sa quando, forse nemmeno all’inizio della prossima stagione, il permesso di tornare in Slovenia per riprendersi.

 Un ragazzo molto sensibile (al portale croato 24sata a febbraio aveva detto: «Quello che è successo a Davide Astori è stato nella mia testa per giorni. Non riuscivo a dormire, ho pensato: “E se non mi svegliassi la mattina, e se non vedessi la mia famiglia?”»), solitario, con il culto della privacy. A Zingonia lo chiamano «la nonna», perché ascolta ogni malanno. «So già cosa mi vuole chiedere, ma io non parlo. Clic», la reazione del manager Amir Ruzniç. Ma non è per morbosità se tutti si chiedono che fine ha fatto Ilicic, è che questi tempi hanno già portato via così tanto che il rischio di vedere perduto un talento come il suo fa malinconia. «Ogni tanto lo chiamo per sapere come sta, ma adesso non mi ha risposto — racconta Antonio Sivec, che quando era a Palermo, gli faceva da interprete —. Cosa sta succedendo? Per me si è spaventato con la pandemia. Ma non per sé, per le sue bambine. Lui con loro vuole essere il padre che non ha mai avuto. Tutti quei morti gli avranno ricordato la guerra... sarà sconvolto, altra spiegazione non esiste; questa è paura, paura che ti blocca le gambe». Certezze non ce ne sono. Per me si è spaventato con la pandemia. Ma non per sé: si è spaventato per le sue bambine"

Poi un riferimento al passato non facile, visto che come la moglie Tina è scappato dalla guerra dei Balcani e che magari fanno capire meglio l'idole e il carattere di un giocatore che a Firenze ha avuto pochi alti e molti bassi. "Ilicic è nato nel 1988 a Prijedor, in Bosnia e Erzegovina, poi luogo di un terribile eccidio; suo padre è morto quando lui aveva sette mesi, pare per malattia, anche se in Slovenia girano altre ricostruzioni. «Non so cosa voglia dire la parola “papà”, sono stati i compagni di scuola a spiegarmi cos’è», ha raccontato una volta. E chissà che dentro non sia rimasto un buco nero dentro il quale ogni tanto il ragazzo si perde".