FLACHI, Alla viola poco spazio. Baiano un maestro

27.10.2020 13:30 di Redazione FV Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
FLACHI, Alla viola poco spazio. Baiano un maestro

Francesco Flachi, cuore e sangue viola, sebbene abbia vissuto gran parte della sua carriera lontano dal Cupolone, conserva ricordi indelebili dei primi anni a Firenze. In un’intervista rilasciata a Itasportpress, l’ex numero 10 della Sampdoria  ha parlato così dei suoi inizi con la Fiorentina:

Sono fiorentino e tifoso della Fiorentina. Anche per questo motivo è stato speciale giocare con la viola. Speravo di chiudere la carriera a Firenze. Sarebbe stato un sogno per me. Purtroppo c’era poco spazio per un giovane. Ho fatto tre anni con le valigie sempre in mano, girando in prestito e poi tornando alla Fiorentina. Speravo che avessero più considerazione e fiducia nelle mie capacità… Sapevo che non sarebbe stato facile avere spazio perché giocavo con gente del calibro di Batistuta, Rui Costa, Edmundo… Però avrei preteso solo un minimo di considerazione per un eventuale futuro in viola. Invece la Fiorentina decise di rimandarmi in prestito e questo non mi andò bene. Io volevo rimanere a Firenze. A malincuore decisi di non rinnovare per scegliere un club in cui avrei avuto la possibilità di continuare a giocare. Nonostante l’inizio difficile, di quegli anni conservo il ricordo indelebile della Coppa Italia vinta con la Fiorentina nel 1996, quell’anno fu davvero speciale, visto che ne vinsi due di Coppe Italia, quella con la prima squadra e quella con la Primavera”.

Come maestro a Firenze ho avuto Ciccio Baiano. Gli assomiglio molto come modo di giocare. Era più facile imparare da lui. Poi guardavo anche Batistuta ed Edmundo che erano due fuoriclasse. Tutti insegnavano rispetto e valore. Se il giovane mancava di rispetto veniva redarguito e messo da parte nello spogliatoio. Credo che questo fosse importante per la crescita”.

E sui possibili rimpianti in carriera:
Ho il rimpianto delle cavolate che ho fatto personalmente. Non sono stato un bell’esempio, ma so di poter dare una mia testimonianza costruttiva ai giovani che amano il calcio, e cerco di farlo anche coi ragazzi del Signa,squadra che alleno. Devono capire l’importanza di non buttare via nulla nella vita come davanti a un pallone su un campo”.