Come un (Mastan)tuono: la Fiorentina al Penzo ha finalmente trovato il talento del mancino di Azul
“Come un tuono, sei arrivato senza preavviso”, recita così il testo di una canzone del 2024 di Rose Villain che nelle ultime ore sta diventando la sigla preferita dei tifosi viola e che sembra essere stata scritta apposta per il talento argentino della Fiorentina, Franco Mastantuono. Il gioco di parole infatti con il cognome del talento di Azul viene quasi istantaneo così come la frase sopra citata è facilmente riconducibile a quello che è successo ieri al Penzo tra Venezia e Fiorentina. Probabilmente infatti, neanche nei sogni migliori, i tifosi della Fiorentina si potevano aspettare, dopo tre giornate di vuoto con tre sconfitte e zero segnali dal campo, di vedere la propria squadra, sotto la guida di un Paolo Vanoli alla sua seconda esperienza a Firenze, non solo vincere e convincere, ma soprattutto essere trascinata dalla punta di diamante del mercato estivo, quel Mastantuono, accolto al suo arrivo all’aeroporto di Peretola come nuovo idolo della piazza, e presentatosi finalmente quasi “senza preavviso” al calcio italiano con una tripletta.
La qualità dei gol
E che tripletta poi. Perché se è vero che l’ultimo gol è abbastanza fortuito nel rimpallo e anche un po’ divertente per come il classe 2007 ha colpito involontariamente il pallone con il viso, le prime due reti sono due perle che ci danno un assaggio di quanta qualità ci sia nel mancino di questo ragazzo. Il gol dell’1-1 infatti è probabilmente quello più bello, oltre che il più importante, per astuzia nel fintare di calciare sul secondo palo e per qualità poi nell’esecuzione a chiudere forte la conclusione sul primo palo, ingannando così di fatto Stankovic, reo di aver commesso l’errore di fare un passo nella direzione opposta per poi provare a correggersi. La seconda rete invece è un po’ più semplice, ma è altrettanto bella per precisione, con un tiro a giro che si va ad adagiare sul palo interno e completa una rimonta viola destinata poi a portare i definitivi tre punti.
Tempo e fiducia
Le prime tre marcature viola, per un ragazzo che nell’ultima partita contro il Torino era stato addirittura sostituito all’intervallo dall’ex tecnico Fabio Grosso, che non solo permettono al talento di proprietà del Real Madrid di infrangere tutta una serie di record, diventando il più giovane giocatore a realizzare una tripletta nella storia della Fiorentina, il più giovane straniero a realizzarla in Serie A e il più giovane argentino di sempre a realizzarne una nei top cinque campionati europei davanti a sua maestà Lionel Messi. Ma soprattutto certificano, dopo le tante critiche (anche in parte giuste) rivolte al lavoro del direttore sportivo viola Fabio Paratici per un mercato definito confusionario, come l’argentino non sia un bluff o un pacco (definizione che già in diversi avevano iniziato ad usare per tre partite sbagliate in un contesto tattico e tecnico totalmente assente), ma piuttosto un talento purissimo che si è già legato emotivamente e caratterialmente a Firenze e che con un tecnico bravo a lavorare con i giovani come Paolo Vanoli può trascinare una Fiorentina finalmente ritrovata.
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