Luci in fondo al tunnel: Comuzzo e Fagioli, due motivi per sperare nell'anno che verrà
Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
Porterà una trasformazione
E tutti quanti stiamo già aspettando
La televisione (per chi l'ha vista lì, altrimenti il campo, per chi era al Franchi) l'ha detto, come nella canzone di Lucio Dalla. Il nuovo anno porterà una trasformazione e, mai come stavolta, tutti quanti stiamo già aspettando. La trasformazione in casa Fiorentina è evidente, sotto gli occhi di tutti e rapida. Dirigenziale, con l'entrata in società del nuovo Head of Football Fabio Paratici, tattica, con il passaggio alla difesa a quattro varato non senza qualche difficoltà da Paolo Vanoli, sul mercato, con una rivoluzione annunciata. Ma anche nelle prestazioni dei giocatori. E per questo vanno presi a esempio due calciatori: Pietro Comuzzo e Nicolò Fagioli. Italiani, under 25, due scelte fatte in continuità dalla società e seguendo la vision aziendale dettata da Rocco Commisso.
Il tunnel
Due calciatori che, fino a qualche settimana fa, simboleggiavano il fallimento di questa visione. Perché il primo era stato trattenuto a forza (non che se ne sia mai voluto andare) a gennaio scorso dopo l'assalto del Napoli, poi in estate si era messo lui stesso di traverso per respingere l'offerta dell'Al Hilal, una doppia valutazione da 30 milioni, fatta in inverno e ad agosto, da cui la Fiorentina non aveva ricavato niente; e perché il secondo aveva sedotto e abbandonato con una manciata di buone partite in primavera, poi il riscatto obbligato dei viola, scattato per la qualificazione in Conference, e un'estate di incomprensioni (in mezzo anche quello che è successo fuori dal campo, mai come in questo caso capace di condizionare i risultati sul terreno di gioco). Entrambi potevano essere due sacrificabili del mercato di gennaio - anche perché in rosa, per futuribilità e caratteristiche, non ce ne sono molti con valore di mercato superiore al loro -, entrambi si sono tolti dalla suddetta lista dei possibili partenti grazie alle prestazioni.
Cambio di passo
Nell'ultimo mese infatti, già a cominciare dalla sconfitta in casa col Verona, sono stati quasi sempre loro due i migliori in campo della Fiorentina. E da alternative sono diventati titolarissimi: il primo ha sfruttato il cambio di sistema e nella difesa a quattro, spogliato da compiti di impostazione che nel 2025 sono richiesti a qualsiasi 'braccetto' (compiti che a oggi non sono nelle corde del 2005 e rappresentano l'unico grosso dubbio nello sviluppo di una carriera che altrimenti l'avrebbe già portato in altri lidi) ha ritrovato la sua essenza di marcatore puro, difensore anacronistico per eccellenza nella nostra Serie A, asciutto ma efficace, come ieri, in una marcatura a sigillo sul 38enne Jamie Vardy che ha fatto pensare un po' tutti alla caducità delle nostre esistenze; per il secondo c'è stata sì un'evoluzione tattica, ma soprattutto un click nella testa. Fagioli adesso fa il regista a tutto tondo, primo costruttore di gioco davanti alla difesa, è la 'banca' da cui devono passare per forza tutte le azioni viola. Ci ha messo però anche qualcosa in più, l'abbiamo visto con i due recuperi fatti nella ripresa di Fiorentina-Cremonese - per inciso, il numero quarantaquattro viola ha quella qualità che hanno solo i grandissimi, ovvero non perde l'eleganza neanche quando va a rovistare nella spazzatura, in scivolata, sedere a terra, per borseggiare un pallone a un avversario-. In un mese è cambiato tutto per loro, presente e futuro. Non è cambiata molto la situazione in classifica della Fiorentina, per questo entrambi sono chiamati a una prova in precedenza fallita in carriera. Si chiama continuità, anche nel breve termine, e il prossimo appello è previsto mercoledì sera, all'Olimpico, contro la Lazio.
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