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La meglio gioventù viola: la "terza via" di Paratici comincia a fare la differenza

La meglio gioventù viola: la "terza via" di Paratici comincia a fare la differenza
Ieri alle 20:00Copertina
di Andrea Giannattasio
Njie, Mastantuono e Valdepenas protagonisti ieri sera contro il Sassuolo: il 60% dei gol viola è arrivato dai nati dal 2005 in poi

Il domani, per una sera, ha smesso di aspettare. Si è preso il pallone e ha trascinato la Fiorentina (per il momento) fuori dalle sue paure, regalando a Vanoli una vittoria nella quale riconoscere le ambizioni del progetto estivo. A Reggio Emilia, tre delle quattro reti al Sassuolo sono state segnate da giocatori di ventun anni o meno: Njie, Mastantuono e Valdepenas, con Pellegrino a completare il tabellino. Una serata che non ha certo cancellato le difficoltà ma ha offerto una prospettiva diversa per leggerle. Perché quei ragazzi, spesso traditi dall’inesperienza nelle ultime settimane, stanno già sostenendo una parte consistente del peso offensivo viola. Dei quindici gol realizzati in campionato, nove sono fin qui arrivati da calciatori nati dal 2005 in poi: il 60% del totale. Davanti a tutti c’è Mastantuono, classe 2007, con quattro centri; seguono Jimenez e Njie, entrambi del 2005, a quota due. Valdepenas, nato nel 2006, ha aggiunto al Mapei la sua prima gioia con la Fiorentina. 

Il talento cerca un equilibrio

La carta d’identità racconta quanto sia stato profondo il cambiamento, nel solco di quella "terza via" evocata dal dt Goretti (in riferimento ai piani estivi del ds Paratici) che farà da traccia da seguire per i prossimi anni. Considerando i giocatori utilizzati nelle prime dieci giornate, la Fiorentina ha un’età media di 24,4 anni: solo Monza, Frosinone e Parma hanno fatto registrare un dato inferiore. Nella scorsa stagione i viola erano undicesimi in questa graduatoria, con una media di 26,2. È dentro questo ringiovanimento che si misura il compito di Vanoli. Una vittoria può restituire fiducia e convincere un ragazzo a cercare la giocata che fino al giorno prima non osava tentare. Un errore, però, può produrre l’effetto opposto: togliere sicurezza e rendere pesante anche il pallone più semplice. Ottobre ha mostrato quanto questi sbalzi possano costare. Il salto di qualità passerà dalla capacità di restare squadra anche quando l’entusiasmo si spegne e la partita prende una direzione scomoda.

Una base per la Viola che verrà

Il patrimonio su cui lavorare, comunque, c’è. Comprende qualità da affinare e rapporti che possono consolidarsi negli anni. E ieri il tesoretto che verrà della Fiorentina ha trovato un’altra rappresentazione in panchina, dove sedevano il centrocampista Cianciulli, classe 2008, e i due 2010 Croci e Beldenti. Tre ragazzi della Primavera accanto ai giovani già protagonisti in Serie A: un’immagine concreta del collegamento possibile tra vivaio e prima squadra. Adesso serve dare seguito alla notte di Reggio, trasformando una vittoria in un punto di partenza.