FirenzeViola

La Conference non è più d'intralcio: Fiorentina in Polonia con uno spirito più europeo

La Conference non è più d'intralcio: Fiorentina in Polonia con uno spirito più europeoFirenzeViola.it
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 13:00Copertina
di Lorenzo Della Giovampaola

È una Fiorentina diversa quella che si avvicina ormai a grandi passi alla sfida di questa sera in Conference League contro il Rakow, con il fischio d'inizio previsto per le ore 18:45 in casa dei polacchi. Non che in una settimana siano stati risolti tutti i problemi (anche perché questa rosa ci ha abituato a continui alti e bassi), ma finalmente in casa viola tutto l'ambiente, dopo la boccata d'ossigeno raccolta in campionato con la vittoria netta e incoraggiante nello scontro diretto per la salvezza in casa della Cremonese, sembra essersi in parte liberato di un piccolo peso, con il margine di 4 punti sulla zona retrocessione che ovviamente non può fare stare tranquilli, ma che permette a Vanoli e al suo staff di poter pensare almeno per una notte solo ed esclusivamente all'Europa, con l'obbiettivo di ottenere il pass per i quarti di finale. 

Qualcosa è cambiato
"La partita con il Rakow l'affrontiamo con un morale diverso da altri momenti ma questo fa parte della stagione fatta dalla Fiorentina, dobbiamo essere bravi a pensare solo a domani" questa probabilmente la frase di Vanoli ieri in conferenza stampa di vigilia che più di tutte racchiude il cambiamento umorale nell'approccio alla Conference che la squadra ha maturato. Che poi in realtà per tanti giocatori, soprattutto i più "anziani" e leader dello spogliatoio, questa coppa non è mai stata messa in secondo piano. 

Lo spogliatoio ci crede
Basti pensare alle parole che solo sette giorni fa Rolando Mandragora rilasciava nel post partita ai microfoni di Sky Sport: "Lo avevo detto qualche giovedì fa che a questa competizione ci teniamo, è un qualcosa che teniamo li. Gli anni scorsi ci ha dato entusiasmo e fiducia e non siamo riusciti a portarla a casa. Io ci sono legato e vorrei portarla a Firenze". Dichiarazioni di chi le due finali perse contro West Ham e Olympiacos le ha vissute direttamente sulla propria pelle e che sa quanto vincere questo trofeo farebbe la differenza per un intero popolo e un'intera città.

Il fattore casa e l'esempio Jagiellonia
La sfida per la Fiorentina certamente non sarà semplice, anche perché squadre del livello oggettivamente non eccelso come quello del Rakow tendono sempre a trasformarsi quando giocano in casa e vengono sospinte dai loro tifosi. Il precedente però contro lo Jagiellonia, sempre in terra polacca, è più che di buon auspicio. Servirà infatti una Fiorentina concreta e cinica, oltre che difensivamente solida, per mantenere, e magari anche aumentare, il vantaggio di un gol ottenuto nella gara d'andata. Perché ora si, la Conference inizia ad essere qualcosa in più di un semplice intralcio nella corsa alla salvezza.