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Kean tra pragmatismo e svolta tattica: il prossimo step è la mira

Kean tra pragmatismo e svolta tattica: il prossimo step è la miraFirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 16:00Copertina
di Niccolò Santi

Non sarà stata una prestazione visivamente esaltante, quella di Moise Kean a Como. Eppure il classe 2000 ci ha messo la firma, e ha deciso la vittoria della Fiorentina. Niente di pirotecnico, soprattutto nel primo tempo, ma l’impatto del centravanti viola è stato determinante. Stavolta ha giocato una partita funzionale all’obiettivo, provocando l’ammonizione di Jacobo Ramon e trasformando il rigore del 2-1. Anche qualche ripartenza degna di nota in un pomeriggio difficile. 

La svolta tattica. 
Sta di fatto che, da quando Paolo Vanoli ha cambiato modulo, Kean ha ricominciato a segnare. In particolare da quel momento in poi ha portato a casa 5 reti in Serie A. Prima di allora aveva siglato 2 gol (più 1 in Conference League). Il tasso di pericolosità dell’ex Juventus è rimasto più o meno invariato rispetto allo scorso anno, lo dimostra la continuità che ha acquisito all’interno di uno scacchiere tattico a lui più adeguato. Il giocatore ha preso fiducia e ritrovato efficacia. 

La consacrazione.
Lo step successivo è migliorare la mira. Kean sa bene di dover essere più lucido davanti alla porta, anche solo per capitalizzare le tante occasioni che gli capitano. "Deve sbagliare di meno perché lui è un fattore che le altre squadre per la salvezza non hanno" ha detto l’ex attaccante Fabio Bazzani ai microfoni di Radio Bruno. Anche perché la speranza è che l'Italia si qualifichi ai prossimi Mondiali in America e che Moise Kean possa giocarli da titolare azzurro.