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Fiorentina-Juventus e la notte di Joao Mario: sfida da ex alla squadra che lo ha scaricato (due volte)

Fiorentina-Juventus e la notte di Joao Mario: sfida da ex alla squadra che lo ha scaricato (due volte)FirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 10:00Copertina
di Alessandro Di Nardo

Qualcuno potrebbe chiamarlo Revenge arc, quello sviluppo teatrale/letterario della storia di un personaggio che lo porta a prendersi la rivincita su chi non ha creduto in lui. Per Joao Mario il culmine di questo arco è fissato alle ore 20.45 di domenica sera: da una parte il presente, dall'altra un passato che ha ancora qualcosa da restituire. Al Franchi, nella sfida tra Fiorentina e Juventus, ritroverà la squadra che in estate ha scelto di lasciarlo partire per la seconda volta, dopo il prestito al Bologna. Arrivato a Firenze per rilanciarsi, dopo due mesi in natfalina adesso l'ex Porto sembra aver finalmente imboccato la strada giusta. La sua storia in viola, almeno nelle ultime due settimane, ha cambiato direzione.

L'exploit

La scintilla con Paolo Vanoli sembrava non arrivare. Dopo le prime apparizioni con Grosso, João Mário era progressivamente scivolato ai margini, fino a raccogliere appena qualche minuto contro l'Inter e a vedere dalla panchina le altre partite. Poi qualcosa è cambiato. Il lavoro quotidiano, l'atteggiamento in allenamento e la capacità di non perdere fiducia anche quando lo spazio non arrivava hanno convinto il tecnico a concedergli una nuova opportunità. Il ritorno dal primo minuto contro l'Atalanta, un po' a sorpresa, è stato il primo segnale: buona prestazione sulla corsia sinistra, partecipazione alla manovra offensiva e anche il gol, fortunoso ma comunque importante, del momentaneo 2-1. Una risposta che Vanoli ha voluto riconoscergli pubblicamente: «L'ho preso poco in considerazione ma lui si è sempre allenato forte, è un esempio per i più giovani». Parole che raccontano bene il percorso delle ultime settimane.

Un nuovo ruolo 

La conferma è arrivata poi a Reggio Emilia. Contro il Sassuolo il portoghese è partito nuovamente titolare, per la seconda volta consecutiva, adattandosi ancora una volta sulla corsia mancina e offrendo un'altra prestazione positiva. Una fiducia ritrovata che passa anche dalle parole dello stesso João Mário, intervenuto nel post-partita: «Io lavoro sempre allo stesso modo, quando gioco o quando non gioco, provo a dare tutto in allenamento e sapevo che l'opportunità sarebbe arrivata». Nessuna polemica per le panchine precedenti, nessuna rivendicazione, ma la soddisfazione di chi aspettava soltanto il momento giusto per dimostrare il proprio valore. E adesso, con due vittorie consecutive della squadra e una maglia da titolare ritrovata, il portoghese vuole continuare a ritagliarsi spazio.

L'incrocio col passato

D'altronde, per arrivare a Firenze aveva fatto anche un passo indietro sul piano economico, accettando una riduzione dell'ingaggio pur di cogliere l'opportunità viola. L'operazione con la Juventus si è concretizzata attraverso un prestito oneroso da 1,8 milioni di euro con diritto di riscatto fissato a 9,5 milioni. Un investimento potenziale importante, che racconta anche quanto la Fiorentina abbia creduto nelle possibilità del giocatore. Adesso toccherà a lui dare continuità ai segnali delle ultime uscite e convincere definitivamente Vanoli a puntare su di lui. Il calendario, intanto, gli mette davanti proprio la partita che aspettava. «Quando affronti una squadra come la Juve non c'è bisogno di motivazione ulteriore», aveva detto dopo il successo sul Sassuolo. Ed è vero, per un Fiorentina-Juventus le motivazioni bastano eccome, soprattutto se ti chiami Joao Mario.