Dalla panchina alla responsabilità: Balbo e la grande occasione nella corsa salvezza viola
Un’occasione che pesa, forse come un macigno, ma anche come quelle che possono cambiare una stagione e una carriera. La Fiorentina si gioca la salvezza nelle prossime settimane e in mezzo all’emergenza spunta il nome meno atteso: Luis Balbo. L’infortunio a Lecce di Robin Gosens - con tempi di recupero ancora da definire ma che saranno chiari forse domani - apre infatti uno scenario nuovo sulle corsie viola. Uno pista che porta dritto al classe 2006, chiamato ad accelerare un percorso che fino a poche settimane fa sembrava destinato a svilupparsi con più gradualità. Ora, invece, tutto lascia pensare che sarà lui a presidiare la fascia sinistra nelle prossime decisive gare di campionato, quelle che dovranno consegnare ai viola gli ultimi 2-3 punti necessari per la salvezza matematica.
Sulle orme di Marcelo
Certo, va detto che Balbo non arriva al prossimo match - quella di domenica con il Sassuolo - reduce da una prestazione memorabile. A Lecce, gettato nella mischia a freddo dopo 11', ha pagato inevitabilmente l’impatto con una partita sporca e ad alta tensione. Un avvio incerto, comprensibile, prima di prendere le misure agli avversari e chiudere in crescita, lasciando intravedere quelle qualità che lo hanno portato fino alla prima squadra: passo rapido, coraggio nell’uno contro uno e una spiccata capacità di leggere l’anticipo. Cresciuto con un immaginario calcistico molto definito, Balbo (cognome pesante: suo nonno è cugino del mitico Abel, che tuttavia - come noto - è di nazionalità argentina) non ha mai nascosto le proprie ispirazioni: il suo modello è Marcelo, riferimento assoluto per tecnica e interpretazione del ruolo. Un’idea di calcio offensivo che il giovane venezuelano prova a replicare, pur con le dovute proporzioni, nella sua evoluzione in maglia viola.
Come contro la Lazio
Domenica sarà un’altra storia. Sarà, soprattutto, la sua prima da titolare in Serie A con la Fiorentina, dopo l’esordio dal primo minuto in Coppa Italia contro il Como. Perché stavolta non si tratta solo di accumulare minuti o esperienza, ma di incidere in una squadra che ha bisogno di risposte immediate. Il giovane esterno viola ha già fatto intravedere lampi interessanti, come nei minuti contro la Lazio, ancora oggi probabilmente il suo miglior spezzone in maglia viola. Dieci minuti appena, ma sufficienti per lasciare un segno. Adesso, però, il tempo degli spezzoni è finito. La Fiorentina ha bisogno di continuità e Balbo è chiamato a offrirla.
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