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Corvino in esclusiva: "L'attacco della Fiorentina mi intriga, invece non avrei preso Oulai, vi spiego perché"

Corvino in esclusiva: "L'attacco della Fiorentina mi intriga, invece non avrei preso Oulai, vi spiego perché"FirenzeViola.it
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di Redazione FV
fonte Intervista a cura di Giacomo Galassi e Stefano Prizio

L'ex dirigente della Fiorentina, Pantaleo Corvino, è intervenuto a Radio Firenzeviola durante "Garrisca al Vento" per parlare dell'attualità viola (e non solo), non prima di aver spiegato il suo presente da uomo "libero": "Tornato a Lecce c'era da andare in A e restarci, vincere con la Primavera come quando l'avevo lasciata e tenere i conti in ordine ed ora mi sono preso una pausa perché è stato impegnativo. Sono passati quattro mesi dal mio addio al Lecce ma lo sforzo è stato tanto, ho dato anima e corpo, facendo cose buone e cose meno buone, lascio una promozione e 5 anni in A. Mi manca ancora qualcosa per tornare a pieno regime per una nuova avventura perché devi essere sempre a posto verso chi poi ti dà una macchina in mano".

Lei ha avuto anche Fiorentine di qualità, dei calciatori viola arrivati ora chi le piace o chi meno?
"Dieci anni alla Fiorentina da parte mia sono stati un grande orgoglio e non so quanti altri possono vantarsene. Sono passato da momenti bellissimi che ancora mi porto dentro, con tanti risultati buoni. Poi ci sono stati anche momenti non favorevoli ma facendo un'analisi complessiva bisogna vedere da dove sei partito all'arrivo e cosa hai lasciato. Io credo che pesino di più sulla bilancia i momenti belli. La Fiorentina con Paratici ha proseguito sulla strada dei grandi investimenti di questi ultimi sette anni e facendo tantissimo sul mercato, rinnovandosi tantissimo e cercando di colmare le lacune emerse nella passata staguione. Poi è logico che serva tempo per eliminare le imperfezioni di quando fai tanto e spendi tanto. Chi mi piace? Sono molto intrigato dal reparto offensivo, da tutti gli esterni e dalle due punte, da Mastantuono e tutti gli altri attaccanti insomma, credo che la Fiorentina ne trarrà soddisfazioni. Spiego anche chi mi piace meno, ma per la mia visione di intendere il calcio. Io partivo sempre da un centrale di centrocampo che aiutasse anche la difesa, che sapesse pressare e aggredire. Cercando certi giocatori con certe caratteristiche in Oulai non le vedo, ma ognuno arriva a Roma con la propria strada. Non è una bocciatura, intendiamoci. Ogni addetto ai lavori conosce Oulai, si conoscono le caratteristiche che ha. E' un grande calciatore, ma dal mio punto di vista se non posso prendere Pirlo prendo uno che aiuti la difesa e Oulai quelle caratteristiche non ce l'ha per il mio modo di operare".

Qual è la ricetta per un giocatore per fare bene a Firenze dove in molti falliscono?
"Firenze ha palato fino e una storia che bisogna saper rispettare, tenendo conto di quello che puoi fare ovviamente. Paratici con questi investimenti sa quello che fa ma la fretta di ottenere risultati fa sembrare che un giocatore non renda, invece i cambiamenti richiedono tempo perché ha cambiato tantissimo".

Cosa pensa di Paratici e ha un aneddoto con lui da raccontarci?
"Fabio ha detto in conferenza di presentazione che si è rifatto a delle botteghe per crescere, citandomi con Sabatini e Foschi. Le basi se le porta dietro e lo hanno portato fino a dove è arrivato ora. Un aneddoto? Alla Fiornetina eravamo in Champions ed avevamo 5 attaccanti, Gilardino, Mutu, Osvaldo, Pazzini e Jovetic... Osvaldo e Pazzini mi chiedevano di andare via e Paratici con gli altri dirigenti della Sampdoria mi chiamarono in tarda notte perché volevano Pazzini. Io lo stavo trattando al Bologna in realtà, mentre Osvaldo lo voleva Zola al Wesrt Ham. Loro arrivarono all'1 di notte a Firenze per Pazzini. Sparai una cifra che pensavo non potessero darmi, faceva freddissimo quella notte, la trattativa durò fino a mattina a casa mia e alla fine gli vendetti Pazzini che li aiutò a salvarsi. Abitavo in via Guerrazzi 44".

Cosa pensa di Ndour?
"E' ancora un giovane, ha fisicità, gamba e gioco aereo forte. A quell'età si spera che quella potenzialità diventi qualità importante. Se non credi in Ndour che fai? Rischi con uno di 70 milioni? Ma io credo che la Fiorentina crede in Ndour, ci lavorerei anche io".

Dove può arrivare la Fiorentina?
"Parto da una visione, che chi l'ha costruita sta pensando anche al futuro, ha una visione più futuristica. Il progetto credo sia nel medio-lungo termine, emergeranno delle imperfezioni e i dirigenti dovranno essere bravi a correggerli".

Vanoli uomo giusto?
"L'anno scorso ha dimostrato di saper portare una nave in tempesta al porto, superando scogliere che potevano farla naufragare. Vanoli credo che sia uno che voglia dimostrare che le sue potenzialità diventano qualità ed essendo legato a questi colori farà di tutto per far emergere la Fiorentina ed anche lui".

Cosa accade al calcio italiano?
"Mi attiro nemici ma rispondo. Il momento il calcio italiano fa paura, è un calcio alterato, quasi tossico. Lo dico perché ci sono società con i debiti che dipendono solo dai risultati domenicali, con poca visione e poca struttura. Di buono però ci sono gli allenatori, un patrimonio importanti, quei pochi manager ai quali i presidenti danno ancora il timone e Coverciano".

Thiago Gabriel è da Fiorentina?
"Marcatori bravi si fa fatica a trovarne, lui è un giovane 2005 ed ha potenzialità per diventare un giocatore top. Avendolo preso a 1 milione, oggi ha una valutazione straordinaria. Ha fisico, non è lento, è attento ed anche fuori dal campo è un bravo ragazzo. Oggi c'è molta richiesta di calcio e di qualità, ma poca offerta a differenza del passato. Non ci sono i giocatori formati in mezzo alla strada o all'oratorio, non c'è qualità e un giovane calciatore lo devi cercare ovunque, anche alle Far Oer".

Chi abbiamo sottovalutato a Firenze? "Presi un ragazzino nell'ultima stagione, il difensore centrale Hancko, ad un milione, ma fece solo un paio di apparizioni e fu svenduto appena andai via io. Ora gioca nell'Atletico Madrid che lo ha pagato 35 milioni. Ma questo succede nel calcio".