Chi in ripresa, chi in forte crescita: Parisi e Fortini, storie e momenti diversi. Bergamo per confermarsi
Per uno può essere un’altra tappa del percorso di risalita, per l’altro l’ennesima occasione da cogliere appieno: Fabiano Parisi e Niccolò Fortini saranno ancora protagonisti, tra poche ore alla New Balance Arena, sulle corsie laterali della Fiorentina. L’undici titolare di Paolo Vanoli è praticamente tracciato, i dubbi di formazione per la sfida all’Atalanta riguardano solo la cabina di regia il partner di Kean, perché sulle fasce agiranno ancora loro. L’ex Empoli e il prodotto del vivaio, anche per mancanza di alternative (visto il forfait di Gosens e il rientro di Dodo che a meno di sorprese, visti gli scorsi giorni d’assenza, partirà dalla panchina), avranno un’altra importante chance da giocarsi. Per motivi diversi.
Parisi e una parabola strana da decifrare
Parisi è rimasto a Firenze, in estate, nonostante le prospettive di giocare a scartamento ridotto - complice la titolarità indiscussa di Gosens e le aspettative di crescita su Fortini - e infatti il minutaggio, finora, non è stato dei più alti. Quattro sole presenze in dodici partite di campionato, ma le ultime due gare in stagione, quelle con Juventus e AEK Atene, non sono state affatto sfruttate male. Per il classe 2000 due prestazioni da non gettare al vento, addirittura per i nostri lettori, il migliore in campo nella sconfitta contro i greci. L’infortunio e le difficoltà accumulate da Gosens e lo slittamento dell’ex Juve Stabia sull’altra corsia possono essere ingredienti fondamentali per iniziare finalmente quella ripresa verso club e tifosi, dopo due anni dal suo arrivo a Firenze che sembrava il preludio al definitivo salto di qualità.
Fortini in crescita esponenziale. Da non interrompere
Fortini vive invece di una storia diametralmente opposta. Considerato oggi uno dei talenti più prosperosi del calcio italiano, la Fiorentina se l’è cresciuto in casa e ha scelto di lanciarlo in prima persona, rifiutando anche una quindicina di milioni di euro dalla Roma nelle ultime ore del mercato estivo. Pioli prima e Vanoli poi hanno impiegato poco tempo a gettarlo nella mischia e i primi segnali positivi si sono subito intravisti, col classe 2006 che è piaciuto in diverse occasioni e che pare già dentro, del tutto, alle rotazioni della prima squadra. Tra poco un altro crash test di un certo livello, per continuare a far vedere di che pasta è fatto uno dei maggiori prospetti made in viola, come ha tenuto a ribadire il responsabile del vivaio della Fiorentina, Valentino Angeloni, in esclusiva ai nostri microfoni.
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