Beto si presenta: "Incredibile avere la fiducia del club dopo l'addio di Kean. Pellegrino? È un top"
Fuori Kean, dentro Beto. È stato questo il cambio ufficializzato dalla Fiorentina l'ultimo giorno del mercato estivo, con l'ex attaccante dell'Everton chiamato a giocarsi il posto da centravanti insieme a Mateo Pellegrino. E proprio Beto, a due settimane dal suo arrivo a Firenze, si è presentato ufficialmente da nuovo giocatore viola, parlando in conferenza stampa dal Viola Park. Ecco le sue dichiarazioni, tra obiettivi personali e di squadra:
Come si è trovato con la squadra? Come immagina il suo primo gol in viola?
"Ho tanta voglia di fare gol, ma la mia priorità è far sì che la squadra vinca. È più importante, noi abbiamo bisogno di vincere: abbiamo iniziato male ma adesso stiamo diventando squadra, più compatti e uniti. Penso al gol chiaramente ma prima alla squadra".
Arriva dalla Premier League. Cosa si porta dietro?
"È uno dei campionati più competitivi, ma lo è anche la Serie A. Voglio portare intensità e aggressività, aiutando la squadra nell'attacco alla profondità. Questo è il mio calcio, fisico e aggressivo, inoltre voglio portare esperienza. Non sono lo stesso giocatore dei tempi dell'Udinese".
Paratici disse che per Kean sarebbe arrivato un attaccante anche più forte. Come lo vive?
"A me piaceva molto Kean, ha fatto un gran lavoro qua. Ma siamo giocatori diversi, per me è incredibile avere questa fiducia da parte del club. Mi dà più fame e voglia di far gol, so di essere venuto qua per segnare e fare bene con la squadra, che comunque resta al primo posto".
Che rapporto ha con Pellegrino?
"Ho un rapporto top con lui. È un bravo ragazzo e un buon giocatore, ascolta molto l'allenatore e parliamo spesso in campo, soprattutto in allenamento. I gol che sta facendo mi rendono contento per lui, il giorno in cui avrà bisogno del mio aiuto lo avrà. E viceversa".
È uno dei più esperti della rosa. Come ha vissuto l'esordio a Venezia?
"Penso che l'esperienza e l'intelligenza tattica siano importanti. Ma adesso la Fiorentina ha bisogno di vincere, chi segna e chi non segna non è importante. Io porto esperienza ma capisco che Alieu, Franco, hanno bisogno di andare all'uno contro uno per far del bene a noi e mettere in difficoltà gli avversari. Sono uno dei più vecchi, è vero, ma so che farà del bene agli altri".
All'Everton l'hanno salutata tutti con affetto, cosa si porta dietro?
"Io e i tifosi dell'Everton abbiamo un rapporto bellissimo. A loro piaceva la mia predisposizione al lavoro, anche quello più sporco. Lottavo e correvo ovunque, e loro lo riconoscevano. Quando segnavo loro erano felicissimi, sono andato via dall'Everton perché sentivo fosse il momento di partire ma posso solo ringraziarli con affetto".
Sempre all'Everton andava molto sul lavoro di sponda. Vanoli le chiede questo?
"Lui mi chiede semplicemente di aiutare la squadra. Vado spesso in profondità ma devo leggere la partita, so quando devo venire incontro a prendere la palla. Sicuramente devo migliorare nel gioco di sponda, perché non in tutte le partite avrò spazio per andare in profondità".
A 18 anni giocava in quinta serie e lavorava in un ristorante. Cosa si porta dietro da allora?
"La mia carriera è stata un'avventura diversa dalle solite, ma voglio portare con me sempre quel ragazzo giovane e felice che voleva solo giocare a calcio. Per quello io ho preso il numero 23, perché è stato il mio primo numero da ‘senior’, quando mi allenavo e andavo a lavorare il giorno dopo. Mi porto tanto dietro da quel periodo".
Come vi approcciate alla gara col Napoli?
"Non abbiamo paura. Ho tanta fiducia nella squadra, tutti i ragazzi sono molto seri e concentrati, c'è tanta voglia di vincere. Abbiamo provato tanto in allenamento e abbiamo molta fiducia, io sto bene e sono fiducioso di poter vincere".
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