Gonzalo: "Quando entri nel cuore dei tifosi viola, non ti dimenticano"

Gonzalo: "Quando entri nel cuore dei tifosi viola, non ti dimenticano"FirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca
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di Redazione FV

Gonzalo Rodriguez è stato ospite del podcast ufficiale della Fiorentina, “Un Secolo Viola”. L’argentino ha ripercorso i cinque anni trascorsi in maglia viola, durante i quali ha indossato anche la fascia da capitano e realizzato oltre venti gol in Serie A.

Si sarebbe mai aspettato questo legame con Firenze?
“No, non me lo immaginavo. Quando siamo arrivati con Borja Valero, quello più importante era lui. Io venivo come il secondo. Ora essere qua e sentirmi così amato dai tifosi non me lo immaginavo. C'è stato un momento in cui non avevo squadra e la Fiorentina è venuta, mi ha preso. Sono arrivato come uno sconosciuto e alla fine essere così amato dai tifosi non me lo sarei immaginato”.

Che ricordi ha degli inizi con Montella?
“Abbiamo trovato subito il modo di giocare da squadra. C'erano quasi quindici giocatori nuovi e sapevamo quello che era successo l'anno prima. Avevamo qualche dubbio, non sapevo se avevo scelto bene o no. Poi abbiamo iniziato a giocare quella prima partita con l'Udinese, ho visto i ragazzi e ho detto: ‘Questo è uno squadrone’. Essere parte di quel gruppo rendeva le cose più facili anche a me”.

Avete un aneddoto con Borja Valero dopo quella partita, vero?
“Non avevamo la macchina, abitavamo insieme in albergo. Siamo usciti per strada e non ci salutava nessuno, finché non è arrivato Lezzerini che ci ha chiamato un taxi. Sennò non avremmo saputo come tornare. Mi sorprende che dopo tanto tempo, dopo aver giocato qua e dopo tutti questi anni, ancora la gente si ricorda di noi”.

Cosa le viene in mente ripensando al 4-2 alla Juventus?
“È stata una partita davvero strana. Perdere il primo tempo 2-0 e rientrare nello spogliatoio sapendo che la Juve era fortissima, con giocatori fortissimi, per poi finire il secondo tempo così... Incredibile! Qualsiasi tifoso per strada ti dice "Dobbiamo vincere contro la Juventus". Fare una partita così è stato incredibile e naturalmente ha generato tanto entusiasmo”.

Qual è il suo rimpianto più grande?
“Forse la finale di Coppa Italia. Eravamo talmente vicini a vincere qualcosa e tutti volevamo quello. La squadra per me meritava di vincere un trofeo. Iniziare perdendo 2-0, poi quasi pareggiare... è stato molto duro”.

È stato difficile andare via?
"Sì e lo sapevo, sono arrivato come uno sconosciuto e sono andato via conosciuto. Io venivo da giocatore che aveva fatto la Champions con il Villarreal, ma quando arrivi a Firenze devi dimostrare. La gente, finché non dimostri in campo che puoi fare bene, non ti conosce. Dopo, quando ho sentito l'amore dei tifosi, non solo dentro il campo ma anche per strada, lo sentivo per qualsiasi cosa facessi".