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Antognoni: "40 anni in viola da giocatore e dirigente, il rapporto con Firenze unico"

Antognoni: "40 anni in viola da giocatore e dirigente, il rapporto con Firenze unico"
Oggi alle 16:00Copertina
di Luciana Magistrato

La bandiera della Fiorentina Giancarlo Antognoni è stato ospite in studio a Radio FirenzeViola durante "Palla al centro" all'indomani della presentazione della sua autobiografia. Ecco le sue parole, tra ricordi, aneddoti e giocatori della Fiorentina tra passato e presente, a partire dal rapporto con Firenze: "E' abbastanza limpido questo rapporto che va avanti dal 72 anni ormai. In occasione del centenario abbiamo pensato di scrivere un libro per lasciare un ricordo e una storia in questa occasione visti i 40 anni tra giocatore e dirigente in maglia viola. Il titolo è emblematico "Una vita da 10", vuol dire che ogni giorno che mi alzo la mattina - come mi dice Valcareggi - mi sento legato a doppio filo con le persone e anche questo mi ha fatto restare a Firenze perché quando ho avuto proposte importanti ormai mi era entrata nel cuore". Le associazioni benefiche? Ogni volta che mi hanno chiamato se ero libero da impegni mi sono messo sempre a disposizione, anche perché se vai a visitare il Meyer ti rendi conto che esistono tanti problemi nella vita vera e queste visite ti migliorano".

Per molti Giancarlo significa innamorarsi della Fiorentina: "Negli anni 70 c'era una buona squadra basata sui giovani ma soffriva poi con i Pontello abbiamo fatto un percorso molto bello. Il connubio è nato subito".

Lei ha tenuto a battesimo due grandi ex viola, Baggio e Batistuta? "Con Roberto Baggio abbiamo iniziato insieme anche le terapie di recupero perché quando arrivò ci trovavamo in sala terapie. Poi quell'anno debuttò a Napoli, gli lasciai la punizione perché avevo visto le doti di Roberto e lui segnò. Poi io andai in Svizzera. Batistuta invece l'ho trovato come dirigente, all'inizio, a 22-23 anni, trovò qualche difficoltà ma era professionale nel fare allenamenti supplementari, poi ce lo siamo goduti altri 8 anni".

E Rui Costa? "Andai a vedere Rui Costa durante un Italia-Portogallo a Montpellier anche se non mi fece impazzire come prestazione ma fece un passaggio ad un compagno che mi fece intravederne il talento. Poi con Cinquini andammo a Lisbona a parlare con il presidente, ci fu un colloquio anche con lui, rimase folgorato dalla mia presenza ma anche dei racconti su Firenze e lo pagammo 8 milioni di dollari allora. Accettò e venne a Firenze, lui oltre che un grande giocatore era un bravo ragazzo, innamorato della gente. Con Batistuta erano una bella coppia, ma Rui oltre ad essere dotato tecnicamente era meno egoista e amava servire i

Lei ha conosciuto già Kean? "Fu convocato in Under 15 mi pare a Gradisca e da capo delegazione arrivai in macchina e il mister mi disse, li porti a fare i capelli a questi tre ragazzi visto che hai la macchina ed uno di loro era Kean. Entrammo dal parrucchiere e lui si mise sulla sedia e disse che voleva i capelli come Balotelli. Ci segnò anche con il cucchiaio su rigore e pensai che ci vuole personalità per tirarlo così a quell'età".

Comuzzo bene in Nazionale? "Nelle partite giocate da titolare ha sempre fatto bene, ma è incappato in una stagione negativa della Fiorentina e ne paga le conseguenze. Ha avuto anche qualche problema fisico. Baldini lo tiene in considerazione. Gli svarioni? Era un periodo negativo per tutti e non lo metterei sul banco degli imputati, è forte di testa ed ha velocità, se gli vai uno contro uno difficilmente gli vai via ma ci sono meccanismi di reparto".

Che giocatore è Ndour? "Credo che sia un giocatore importante moderno, è forte, ha fisico, anche se un po' lento. Nell'Under 21 è sempre stato capitano, gli allenatori lo vedono comne un giocatore importante, un lavoratore che si inserisce al momento giusto".

Fagioli può fare il regista? "Vede il calcio in avanti, no indietro come si usa spesso. Giocatore interessante, la Fiorentina lo vede come importante per la Fiorentina. Poi c'è sempre lo spauracchio di un club che lo vuole".

Infine in U21 c'è Koleosho, che giocatore è? "L'unico difetto che ha è che non è mai puntuale, va redarguito sotto questo aspetto. Con Baldini lo è stato. Un giocatore veloce, rapido, ha dribbling ma non si può pretendere la doppia cifra di gol però li fa fare, lui punta per andare in porta poi non puoi pretendere 15 gol".

Ascolta tutto l'intervento di Giancarlo Antognoni dal podcast