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Rossitto: "Capisco che i tifosi stiano perdendo la pazienza. Fagioli? Ora è l'unica certezza"

Rossitto: "Capisco che i tifosi stiano perdendo la pazienza. Fagioli? Ora è l'unica certezza"FirenzeViola.it
Oggi alle 15:15Radio FirenzeViola
di Ludovico Mauro

Nel corso di "Palla al Centro" su Radio FirenzeViola, spazio a Fabio Rossitto. L'ex giocatore della Fiorentina si è soffermato sul momento attuale, a partire dalla sconfitta di domenica contro il Como: "È vero, la Fiorentina non meritava di perdere domenica e in questo momento c'è anche un po' di sfortuna. L'arrivo di un nuovo allenatore comporta un periodo di adattamento e ci sono tante cose da sistemare. Adesso i risultati non stanno dando ragione alla squadra, ma sono convinto che, quando riuscirà a trovare la strada giusta, potrà ripartire e ottenere continuità. Bisogna avere pazienza, anche se capisco che a Firenze sia ormai quasi finita".

Quanto incidono le difficoltà del centrocampo sul rendimento della squadra?
"Le partite passano sempre dal centrocampo. È quello che mi hanno insegnato i grandi allenatori con cui ho lavorato. In questo momento mi sembra che l'unica certezza sia Fagioli nel ruolo di regista, una scelta sulla quale credo ci sia abbastanza accordo. Per il resto, Vanoli sta cercando la combinazione giusta tra qualità, equilibrio, fisicità e tecnica, ma non ha ancora trovato la soluzione ideale".

Si parla molto anche della posizione di Atta. Può essere impiegato da mezzala oppure rende meglio in un altro ruolo?
"Atta all'Udinese giocava da mezzala, ma all'interno di un sistema diverso, con la difesa a tre. Era molto più libero di muoversi e di occupare gli spazi, senza avere gli stessi obblighi difensivi che può avere adesso. Spesso si ritrovava alle spalle della punta, agiva da trequartista e diventava uno dei giocatori capaci di fare la differenza. A Udine aveva la possibilità di inserirsi e accompagnare l'azione, arrivando anche alla conclusione. A Firenze, invece, probabilmente fatica a ritrovare quelle distanze e quella libertà. Deve ancora individuare la propria dimensione all'interno della squadra".

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