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Mandragora verso il Palace: "Crediamo nell'impresa. Ho fatto un appello ai tifosi"

Mandragora verso il Palace: "Crediamo nell'impresa. Ho fatto un appello ai tifosi"
Oggi alle 13:04Primo Piano
di Ludovico Mauro
fonte dal nostro inviato al Viola Park

Meno uno a Fiorentina-Crystal Palace, gara di ritorno dei quarti di finale di Conference League. Si riparte dal 3-0 per gli inglesi dell'andata, per i viola si prospetta una vera e propria impresa da centrare. A presentare la sfida, accanto al tecnico Paolo Vanoli, in conferenza stampa dal Viola Park ha preso la parola anche Rolando Mandragora. Queste le parole del centrocampista in avvicinamento alla sfida: "Siamo riusciti a tenerla viva, nonostante la situazione in campionato non delle migliori. Ci siamo un po' risollevati, in Conference servirà un'impresa ma siamo ancora dentro. Ce la giocheremo ancora".

Serve anche un po' di aiuto del Palace, magari un po' "rilassato"?
"Ci stavo pensando prima. Abbiamo subito spesso, in Conference, rimonte dopo la vittoria di andata. Poi abbiamo recuperato e siamo andati avanti, a questo giro potrebbe toccare a noi invece rimontare la sconfitta dell'andata. Dovremo fare la partita perfetta, loro dovranno concederci qualcosa e noi avremo poco margine di errore. Ma abbiamo il dovere e la voglia di crederci fino alla fine".

Che appello fa ai tifosi? Sentite responsabilità?
"Già lunedì dopo la Lazio ho fatto un appello ai tifosi, so che con il loro sostegno possiamo fare cose speciali. All'andata non volevamo deluderli, perché 3-0 è un risultato netto. Volevamo una prestazione diversa, in gran parte della partita abbiamo avuto occasioni e potevamo riaprirla, poi abbiamo subito il terzo gol e gli episodi ci hanno condannato. In casa proveremo a fare l'opposto, ci servirà una gara perfetta e faremo il massimo per questo".

Quanto ha sofferto questa stagione?
"È stata un'annata particolare, quella foto - pubblicata sui suoi social dopo la vittoria con la Lazio, ndr - racchiude una sorta di liberazione. Lunedì abbiamo messo un mattone importante, ma non è finita qui. Nessuno si aspettava una stagione del genere, abbiamo avuto bisogno di tempo per uscire da questa situazione e non era scontato riuscirci. Ma ce l'abbiamo fatta".

C'è stata una svolta interna, tra di voi?
"Il processo richiede tempo, da quando è arrivato il mister abbiamo avuto una svolta. Lui ha riposto grande fiducia in noi, noi abbiamo fatto lo stesso con lui e lo staff. Abbiamo cambiato obiettivi e mentalità, fare peggio di come abbiamo iniziato era impossibile e negli ultimi quattro mesi abbiamo tenuto una media da quinto/sesto posto. L'obiettivo era salvare la Fiorentina e ci siamo quasi riusciti, ci siamo semplicemente tirati su le maniche, abbiamo iniziato a lavorare bene e col tempo sono arrivate le certezze che hanno portato punti. E la zona rossa era un pericolo reale".

In campo, ha percepito questa differenza tra club italiano e club inglese?
"Sinceramente no. La Premier è un campionato d'élite ma lo è anche la Serie A, con i pro e i contro. Ogni partita ha la sua storia e l'ultima ha detto che sono stati loro più bravi di noi. Vediamo se domani sarà il contrario".

Vorrebbe essere un punto di riferimento anche l'anno prossimo?
"Sì, perché no? A Firenze mi sono sempre trovato bene, ho sposato questo progetto più che volentieri. Sta bene anche la mia famiglia, quindi sì".