Nel momento clou, decisiva la difesa: solo 2 gol subiti nelle ultime cinque gare in A
E' stato il reparto più discusso, più esposto al vento delle critiche. La difesa non è stata il punto di forza della Fiorentina di quest'anno (anche se effettivamente è complicato individuarne uno) e i numeri del campionato sono lì a testimoniarlo. Sono ben 44 i gol incassati dalla squadra di Vanoli: a sei giornate dalla fine sono già tre in più rispetto a quelli subiti in totale l'anno passato. Inutile stare a sottolineare quanto sia stato diverso il rendimento generale di tutta la Fiorentina, quanto siano stati deludenti i singoli e come sia cambiato anche il centrocampo che evidentemente non ha saputo sempre offrire la necessaria protezione al reparto arretrato. Senza dimenticare che il periodo della difesa a tre ha dato risultati tutt'altro che efficaci.
Difesa più attenta - Eppure se si guarda alle ultime partite di campionato, è stata proprio la difesa a salire di rendimento e a diventare un punto di forza. Proprio quando le partite diventavano determinanti ai fini della salvezza, la retroguardia è stata molto più affidabile. Nelle ultime 5 gare sono stati soltanto due i gol incassati, quello contro la Cremonese e quello con l'Inter. E poi - altro dato da sottolineare - sono stati ben tre i cleansheet, contro Parma, Verona (quel giorno anche un pizzico di buona sorte non guastò) e Lazio. In totale per sette volte i viola hanno mantenuto inviolata la porta.
In più il gol decisivo contro la Lazio è arrivato da un difensore, Gosens, giunto al terzo centro in campionato. Adesso occorre che questa concentrazione e applicazione possano esserci anche domani sera. Servirà giocare da squadra perché prendere gol significherebbe abbandonare ogni sogno: ovvio che poi occorre trovare chi segna e per restare alle ultime 5 di campionato i gol realizzati in tutto sono stati sì sette ma quattro sono arrivati contro la Cremonese.
Il ruolo di De Gea e Ranieri - Chi ha contribuito alla crescita della difesa è stato certamente David De Gea che ultimamente pare essere tornato sui suoi livelli migliori. Parate decisive da parte sua sono arrivate contro l'Inter, contro il Verona (almeno tre fondamentali) e anche contro la Lazio. Insomma, ha nuovamente portato punti come aveva fatto l'anno passato. E poi c'è Luca Ranieri, elemento che da quando è tornato titolare il 23 febbraio del 2026 con il Pisa (senza fascia) ha dimostrato di essere un perno fondamentale, una guida sicura, attenta. Ha sbagliato pochissimo, ci ha messo cuore e carica, senza quegli atteggiamenti eccessivi che da capitano gli facevano evidentemente perdere anche lucidità e un po' di energie. Ecco, la Fiorentina del futuro può certamente ripartire anche da lui, che ha il viola nell'anima.
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