Fagioli di nuovo al centro di tutto. La Gazzetta: "Si sta avvicinando a Pirlo"
Sono passati cinque mesi eppure sembra un secolo. Il primo tempo tra Fiorentina e Pisa è finito 0-0 e in panchina sedevano due allenatori che adesso non ci sono più, Stefano Pioli e Alberto Gilardino. Nessuno si aspettava di ritrovarsi a fine febbraio in piena bagarre retrocessione, con 6 punti in più del duo di coda, Pisa e Verona, ma ancora pericolosamente zavorrati alla terzultima posizione. Lo scrive la Gazzetta dello Sport, che poi aggiunge che con Paolo Vanoli la squadra ha cambiato musica ma non può ancora considerarsi guarita e il derby toscano è l’occasione giusta per buttare giù i cugini, stroncando le residue ambizioni di permanenza in A, e agganciare Lecce e Cremonese a quota 24. Molto passerà dalla direzione d’orchestra di Nicolò Fagioli, novanta minuti in panchina a Bialystok.
Cinque mesi fa Fagioli non giocò neppure un minuto nel pari dell’Arena Garibaldi, adesso è insostituibile. La rosea sottolinea come il numero quarantaquattro sia migliorato anche in fase difensiva: contro il Como ha smistato palloni, limitato Nico Paz e trovato il varco per l’1-0. I numeri raccontano l’evoluzione: 2,18 occasioni create a partita, 4,86 palloni recuperati, 3,14 passaggi lunghi riusciti e 11,5 verticalizzazioni, cifre superiori alla media del ruolo in Serie A. Il paragone con Andrea Pirlo — che lo fece debuttare alla Juventus nel 2020-21 — è impegnativo, ma Fagioli negli ultimi mesi si è avvicinato al Maestro, diventando più centrale e verticale. E punta, oltre che la salvezza coi viola, anche l'azzurro Nazionale.
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