Il calcismo etico: le polemiche coinvolgono anche i viola
E così tra un Petrecca e l’altro nel serenissimo campionato di serie A dove i rappresentanti della squadra di proprietà della famiglia Agnelli Elkann, quella della fu Fiat che continua a licenziare ed è uscita ormai dall’automotive dopo avere per anni privatizzato gli utili e collettivizzato le perdite, sbraitano in faccia all’arbitro La Penna che ‘è inaccettabile' il caso Bastoni-Kalulu e le polemiche a margine sono un’immagine calzante del lombrosario che sono divenuti il paese italico e quindi il suo (fu) sport nazionale.
Ma per il piacere di far parte anche noi della radunata di fenomeni sociologici e psichiatrici, partecipiamo all’orgia disquisitoria infilandoci la Fiorentina che in realtà ci si è infilata da sola a causa del comportamento di alcuni giocatori viola mascherati di un raggelante arancione (del resto è carnevale) nella partita vinta dalla Fiorentina sul lago di Como, comportamento di sicuro poco commendevole e per nulla cavalleresco, ma certamente pratico, redditivo ed efficace.
Per cogliere al meglio il livello etico del pallone che si gioca e si racconta tra le Alpi e Scilla basta ciò che dice un giornalista in auge come Riccardo Trevisani il quale ha così postulato la cifra morale del calcio: ’Si va in campo per fregare l’avversario e anche l’arbitro’, alto pensiero contrapponibile all’anatema di Giovanni Galli nei confronti del viola Fabiano Parisi: ‘multatelo con 50mila euro e tre giornate di squalifica’, reo di aver simulato platealmente ed aver applicato una tattica dilatoria in una gara disperatamente decisiva per la lotta salvezza, ma Galli non la pensa così, Giovanni Galli, ex grande giocatore del calcio nazionale e anche rappresentante politico di uno dei partiti della maggioranza di governo del paese.
Le opinioni sono radicali, bianco o nero, senza sfumature. In pochi ricordano che anche nella colpa vi è una gradazione e che tra la simulazione che produce un danno diretto come quella di Bastoni e il fatto che i giocatori di una squadra che lotta per la salvezza mettano in atto la tattica della dilazione e del differimento c’è uno scarto preciso (ma riconosciamo che questa nostra potrebbe essere la posizione paracula di chi scrive su un sito viola rivolto a lettori viola), per ciò che riguarda Bastoni, ma anche Parisi, diciamo che meritano in pieno l’azzurro della nazionale in qualità di arci italiani poiché dei loro connazionali interpretano l’essenza mascalzona e frignona senza imbarazzo alcuno e usano al meglio un regolamento pensato per premiare i più furbi.
Ma fermi tutti vi preghiamo! Prima di affrettarvi a dire la vostra, ad affollare l’una o l’altra curva piena di arrabbiati ultras, un attimo, vi preghiamo, prima rispondete a qualche domanda: avete voi mai sostenuto, al bar o nell’intimo della vostra cameretta, avete mai sostenuto di preferire una vittoria in extremis della vostra squadra del cuore contro la più acerrima rivale, con un gol palesemente irregolare come quello di Klose che, complice l’arbitro Ovrebo, escluse ingiustamente la Fiorentina dalla Champions nel 2010? O avete mai sostenuto di impiparvene se il vostro presidente mangia infanti allo spiedo (con erbette aromatiche sale e pepe) purché tiri fuori i quattrini per la squadra? Avete mai detto o pensato fanculo l’onestà, l’importante è vincere?
Già, Poiché se non sappiamo o non vogliamo rispondere a domande come queste, toccherà tenerselo così questo eticismo calcico o calcismo etico, perché per fare le rivoluzioni bisogna cominciare dalla testa, anzi dal cuore di ognuno di noi, chi scrive e chi legge adesso questo articoletto sgangherato che durerà lo spazio di poche ore in uno dei pullulanti spazi on line che trattano di calcismo etico o di eticismo calcico, cioè di un popolo e un paese e del loro (fu) sport preferito che tanto li rispecchia.
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