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Como in Champions, Fiorentina nel limbo: la fotografia di sette anni

Como in Champions, Fiorentina nel limbo: la fotografia di sette anniFirenzeViola.it
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di Donato Mongatti

La qualificazione alla prossima edizione della Champions League da parte del Como, al secondo anno di Serie A, rappresenta la bolla papale che certifica l'inadeguatezza della gestione della Fiorentina da parte della famiglia Commisso. Nel 2019, stesso anno in cui il club viola fu venduto dai Della Valle a Rocco Commisso, il Como fu acquisito dagli Hartono, proprietari dell'industria indonesiana del tabacco Djarum. Il club della città lacustre nel 2018-19 militava in Serie D e nella primavera 2019 avvenne il passaggio di proprietà e poi la promozione in Serie C. Nella stagione 2020-21 la promozione in Serie B e nel 2023-24 arriva la conquista della massima serie. A guidare la cavalcata nel campionato cadetto verso la Serie A c'è Cesc Fàbregas (subentrato a stagione in corso), l'attuale allenatore dei lariani ed ex calciatore, tra le altre, di Arsenal, Barcellona, Chelsea e lo stesso Como (dove ha chiuso la carriera da giocatore). Un palmares di tutto rispetto per Fàbregas, sia con i club (campionati, coppe nazionali, una supercoppa Uefa e una coppa del mondo per club col Barcellona), sia con la nazionale spagnola (due campionati europei e il mondiale di Sudafrica del 2010). Nel 2024-25 il Como si classifica al decimo posto e nella stagione appena conclusa, grazie a importanti investimenti nel calciomercato estivo (che fanno seguito a quelli effettuati nella stagione precedente), Fàbregas porta i lariani fino alla semifinale di Coppa Italia, ma soprattutto al quarto posto in campionato che regala la prima storica qualificazione alla Champions. 110 milioni il saldo negativo tra cessioni e acquisti, ma a parte il grande nome Alvaro Morata (arrivato in prestito dal Milan e che ha inciso ben poco), il ds Carlalberto Ludi fa arrivare nella città lacustre molti giovani calciatori di talento che si sono rivelati i giusti interpreti per il gioco offensivo di Fabregas. Risultati, spettacolo e una città in delirio per il traguardo raggiunto. Le perdite di bilancio sono consistenti nel corso degli anni, ma sono sistematici i versamenti in conto capitale per pareggiarle.

Le responsabilità della proprietà Commisso
Tralasciando il Napoli, negli ultimi anni squadre come l'Atalanta e il Bologna (storicamente lontane dal blasone della Fiorentina che fu) hanno portato a casa risultati e pure trofei. Mentre a Firenze, sotto la gestione della famiglia Commisso sono rimbombati soltanto tanti discorsi. È colpa dei lavori al Franchi è una delle scuse più gettonate, dimenticando che coi cantieri in corso allo stadio di Bergamo l'Atalanta alzava l'Europa League. Ogni scusa, nel corso degli anni, è stata buona per distogliere l'attenzione dalle responsabilità della proprietà e della dirigenza gigliata. Di certo c'è solo che i risultati non si sono mai visti. E una larghissima fetta dei tifosi viola, queste giustificazioni, le hanno prese e continuano a prenderle per buone. Ma non solo. La gestione che ha prodotto questa mediocrità ha appiattito pure le ambizioni di chi ama la Fiorentina. A salvezza raggiunta, c'era chi auspicava una serie di inutili successi che però potevano garantire la dodicesima posizione finale, «perché due spiccioli in più arriverebbero dai diritti tv» e poi «dodicesimi è meglio di quindicesimi». Un grande equivoco, come in una famosa scena che vede protagonisti Enrico Montesano, Laura Antonelli e Paolo Panelli, nel film «Grandi Magazzini», dove la Antonelli è convinta che Montesano stia chiamando chi può far fare carriera al marito, ma in realtà non si tratta dell'ingegner Gruber (proprietario dell'azienda), bensì il signor Mario, padre di Montesano e titolare di una legatoria. 
Il signor Mario, non conoscendolo, resta ovviamente indifferente alle lodi raccontate dal figlio sul marito della Antonelli, sottolineando il suo disinteresse con un'espressione in vernacolo romanesco. Qui a Firenze, invece, siamo arrivati al punto che «dodicesimi è meglio di quindicesimi»...e si perde pure tempo a ragionarne...