STOP AI BRAVI RAGAZZI: NELLA VIOLA VINCONO I "CATTIVI"

31.07.2019 13:00 di  Andrea Giannattasio  Twitter:    vedi letture
STOP AI BRAVI RAGAZZI: NELLA VIOLA VINCONO I "CATTIVI"

La Disney, alla fine degli anni ’90, l’aveva battezzata “La rivincita dei cattivi”, intendendo in tono quasi minaccioso lo spirito di rivalsa che si abbatteva implacabile sui "buoni", protagonisti dei cartoni animati: ad uno ad uno, da Capitan Uncino fino alla Regina di Cuori passando per Grimilde, tutti avrebbero avuto - tramite un videogioco - l’opportunità di vendicarsi su chi li aveva per troppo tempo oppressi. In casa Fiorentina non c’è spazio adesso per la realtà virtuale eppure il concetto di “cattiveria” si sta dopo tanti anni prendendo la scena nel concreto. L’inizio della campagna acquisti viola del resto conferma un po’ quella che era stata la linea guida dettata da Montella al termine della passata stagione: serve maggiore esperienza, unita a malizia. Tanta. 

Non è un caso dunque che, a cominciare dal ritorno di Dragowski (definito il più “matto” di tutti nello spogliatoio, in senso naturalmente positivo) e proseguendo con la conferma di Vlahovic (quel giusto mix di incoscienza e cattiveria a dispetto dei suoi 19 anni), i radar di Pradè si siano spostati su tutti profili con un certo pedigree. Adesso a rubare la scena c’è il vecchio pirata Boateng, seguito già oggi in città da Lirola, faccia da bravo ragazzo ma con palate di tigna da vendere. Alle porte però c’è già la suggestione che porta a Nainggolan, il più “cattivo” di tutti: un’idea tuttavia per il momento smentita dalla Fiorentina ma che resta in sottofondo in attesa, magari, che l’Inter decida di scendere nelle sue pretese. Stop dunque ai “bravi ragazzi” e ai tipi “casa e chiesa” (fatta eccezione, chiaramente, quel Chiesa lì): dentro genio, follia ed esuberanza. La nuova Viola è pronta a ripartire.