SLIDING DOORS: DA NAPOLI E CREMONA SOLO CERTEZZE PER I VIOLA

13.03.2023 00:00 di  Andrea Giannattasio  Twitter:    vedi letture
SLIDING DOORS: DA NAPOLI E CREMONA SOLO CERTEZZE PER I VIOLA
FirenzeViola.it
© foto di Giacomo Morini

Porte girevoli, tra presente e passato. Il weekend che si è appena concluso non è servito alla Fiorentina soltanto per centrare la quinta vittoria di fila tra campionato e Conference League. Le ultime 48 ore infatti hanno portato in dote delle certezze (o in alcuni casi, delle conferme) anche per quanto riguarda il ruolo del portiere, da alcuni anni ormai a Firenze molto tribolato al punto da portare la società viola a rivoluzionare con frequenza uno dei reparti più delicati di tutti. Da Dragowski a Sirigu, passando per Terracciano e Gollini, di acqua sotto i ponti ne è passata molta (e in mezzo c’è stato pure il ritiro - forzato - dal calcio giocato di Rosati e l’avvicendamento tra Porracchio e Max Benassi nel ruolo di preparatore) ma nonostante le buone intenzioni spesso le basi solide hanno finito per latitare.

Eppure, come detto, gli ultimi due giorni sembrano aver tracciato una strada nuova all’interno degli equilibri tra i pali: la prestazione di ieri di Salvatore Sirugu, ad esempio, ha certificato che il classe ’87 sia tutto fuorché un estremo difensore (come qualcuno poteva pensare) sulla via del tramonto. La parata salva risultato su Okereke a metà primo tempo - che ha evitato ai viola un finale di sofferenza - è del resto la cartina di tornasole con cui l’ex Psg si è presentato a Firenze a fine gennaio. Ovvero con umiltà, disponibilità ed esperienza. Valori che il sardo ha saputo mettere a disposizione dei viola fin dalle prime occasioni in cui è stato impiegato sul campo (nel successo interno contro il Braga e appunto, ieri, allo Zini), senza mai fare pressioni pur di avere il posto fisso o far valere i suoi gradi di campione d’Europa.

Ma le ultime 48 ore hanno anche dimostrato (senza possibilità di fraintendimenti) come la scelta di investire su Pierluigi Gollini in estate sia stata sbagliata. E questo non tanto per le ambizioni della società (che, sulla carta, si era assicurata un portiere relativamente giovane e con una discreta esperienza europea per affrontare la prima stagione internazionale dell’era Commisso) ma piuttosto per l’indole fin troppo poco modesta dell’ex estremo difensore dell’Atalanta, che dopo mesi di anonimato a Firenze (di lui, piuttosto, si ricordano gli inquietanti svarioni contro Cremonese e Basaksehir) ha lanciato pesanti accuse su come ritiene di essere stato trattato a Firenze (“Non mi era mai capitato nella mia carriera di sentirmi preso in giro” ha detto sabato). Non devono pensarla, però, allo stesso modo né Italiano, al quale Gollini aveva fatto subito intuire di non voler essere il vice di Teracciano, né i suoi ex compagni in viola, con cui non è mai scattato il giusto feeling. Stop al rap: a Firenze, ora, c'è un'altra musica in porta.