SAPONARA E IL SUO SANTINO: ORA È LA BESTIA NERA DEL MILAN

21.11.2021 19:00 di Andrea Giannattasio Twitter:    vedi letture
SAPONARA E IL SUO SANTINO: ORA È LA BESTIA NERA DEL MILAN
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Qualcuno, in modo un po’ blasfemo, ha già coniato un nuovo santino con il volto di Riccardo Saponara al posto di quello di Gesù, l’aureola dietro la testa e le mani in posizione di preghiera: “Ovunque, proteggici” recita il pio cartoncino, che sta già girando da ieri sera sulle chat di Whatsapp di mezza Firenze. Cercando per un attimo di non mischiare il sacro col profano, resta in ogni caso un dato di fatto che anche nella magica nottata di ieri al Franchi il numero 8 della Fiorentina sia stato ancora una volta l’elemento determinante per potare a casa una vittoria che, contro il Milan, mancava dall’agosto 2015. Umiltà, tanto sacrificio e - per non farsi mancare niente - anche un gol all’incrocio dei pali che ha mandato in deliro i 30mila del Comunale. Saponara ci aveva già provato con lo stesso elegantissimo tocco contro il Cagliari un mese fa, ma in quella circostanza era stata la traversa a negargli la gioia del secondo gol in campionato.

La bestia nera del Milan
Contro i rossoneri il tabù però è crollato. E non è forse un caso che sia stato proprio al cospetto del Diavolo che Saponara ha saputo di nuovo dare il meglio di se stesso, visto che con il Milan il fantasista di Forlì ha da tempo un conto in sospeso. Fin da quando cioè, acquistato nel 2013 dall’allora ad Galliani, Ricky non è mai riuscito ad imporsi (e questo non soltanto per colpa sua) collezionando appena 8 presenze e finendo per tornare in Toscana pochi mesi dopo. Con la perla di ieri sera al 46’ invece è stata scritta una pagina di storia ben diversa, visto che ora è diventata proprio il Milan la squadra più perforata in carriera dal viola, con quattro centri su undici partite giocate (due reti con la maglia dell’Empoli, una con la Samp più quella di ieri), al pari del Novara. 

Sui numeri nel 2015
Numeri che non solo confermano quanto Saponara sia in grado di fare la differenza anche al cospetto delle big ma che premiano ancora una volta la scelta fatta in estate da Italiano e dalla dirigenza della Fiorentina di puntare - tra lo scetticismo generale - sui numeri dell’ex trequartista, che ha ormai completato in modo perfetto la trasformazione in esterno d’attacco. I numeri del resto lo confermano: per trovare l’ultima volta che Riccardo aveva segnato due gol nelle prime 13 gare di campionato si deve risalire addirittura al 2015, in quella che resta ancora oggi la sua miglior stagione in Serie A, con 5 reti e 9 assist su 33 partite giocate con l’Empoli. Di questo passo, la storia potrebbe ripetersi ancora. Basta avere sempre a portata di mano il “santino” di Ricky.