SALAH, I TWEET AL VELENO E IL POLPASTRELLO DI HUGO: VIOLA-INTER NON È PIÙ SFIDA BANALE

20.09.2021 13:00 di Andrea Giannattasio Twitter:    vedi letture
SALAH, I TWEET AL VELENO E IL POLPASTRELLO DI HUGO: VIOLA-INTER NON È PIÙ SFIDA BANALE
FirenzeViola.it
© foto di Massimiliano Vitez/Image Sport

L’onda lunga della sfida a distanza tra Fiorentina ed Inter non accenna a diminuire. E dopo le parole pronunciate ieri da Rocco Commisso sulla situazione economica del club nerazzurro (“Non è possibile che ogni sei mesi la Fiorentina immetta soldi per rientrare nell'indice di liquidità, mentre altre squadre come Juve e Inter non ci rientrano e non pagano stipendi”) la partita di domani sera tra viola e nerazzurri diventa inevitabilmente ancora più frizzante. Del resto, in questi anni, non sono mancate le polemiche tra le due società e questo già quando le proprietà dei due club non erano ancora cambiate. 

Tra i botta e risposta più accesi si ricorda quello dell’estate 2015, quando l’Inter - con una manovra d’accerchiamento - aveva provato a soffiare alla Fiorentina Salah prima che l’egiziano finisse alla Roma dopo un tira e molla incredibile, tra gentleman agreement non firmati e carte bollate finite in fumo: allora, alcuni tweet del consigliere Panerai fecero andare su tutte le furie l’ex patron Moratti (“Se le società di calcio dovessero rispettare la trasparenza, l’Inter sarebbe già retrocessa” uno dei più soft).

In tempi più recenti (ma ancora in epoca Della Valle) ci sono poi state un paio di direzioni arbitrali poco convincenti che hanno fatto scatenare le polemiche dentro e fuori dal campo: la prima riguardò il tocco di polpastrelli di Vitor Hugo in un Inter-Fiorentina del 2018 che costò un rigore contro ai viola, mentre l’altra fu una deviazione di petto (o braccio?) di D’Ambrosio di pochi mesi dopo nel match di ritorno al Franchi che invece consentì alla squadra di Pioli di fare 1-1 al 95’. Le sceneggiate di Spalletti in tv sono ancora oggi materiale cult per chi ama le sfuriate dei post-partita degli allenatori.

Si arriva così ai tempi moderni: nel corso dell’era Commisso, per la verità, non c’erano mai state occasioni per accendere più del dovuto il match tra viola e nerazzurri (le sferzate più accese in questi anni da parte nel numero uno viola sono state all’indirizzo di Juve e Milan, semmai) ma indubbiamente la corte che nei mesi passati l’Inter ha fatto ai gioielli viola (Vlahovic e Castrovilli) ha contribuito a rendere decisamente elettrico il clima tra i due club. Per ciò che riguarda il centrocampista era stato in particolare l’ex tecnico Conte ad aver iniziato a tessere la tela per portare a Milano il talento pugliese (affare poi naufragato dopo il suo addio) mentre per la punta c’era stato un interessamento interista prima della cessione di Lukaku: il muro eretto dalla Fiorentina ha stroncato però sul nascere qualsiasi tipo di trattativa, lasciando però qualche scoria di troppo.