PORTE CHIUSE? PER I VIOLA TANTI PRECEDENTI

24.02.2020 16:30 di Luciana Magistrato   Vedi letture
© foto di Federico De Luca
PORTE CHIUSE? PER I VIOLA TANTI PRECEDENTI

Si aspetta solo il decreto legge, ma sembra ormai certo che la prossima giornata di campionato si giocherà a porte chiuse, nelle regioni a rischio. La Regione Friuli - dove dovrebbe recarsi la Fiorentina -in realtà spingeva per il rinvio della partit Udinese-Fiorentina, perciò lasciamo una piccola percentuale di dubbio (porte aperte, chiuse o rinvio) finché nulla sarà ufficiale, visto che ogni regione poi dovrà recepire le disposizioni del Governo. Giocare a porte chiuse è certamente qualcosa di innaturale per i giocatori, abituati alla spinta del pubblico e comunque al caos e al rumore dei tifosi sugli spalti, ma per la Fiorentina non sarebbe la prima volta. Addirittura il 28 marzo 1993 si giocò la prima gara a porte chiuse, e in campo neutro, e fu proprio la squadra viola a giocarla a Verona con il Cagliari, dopo la famosa bomba carte nella gara con la Juve. I viola vinsero ma non servì a evitare la retrocessione.
In tempi più recenti, ossia nell'era Della Valle, con Prandelli allenatore, la Fiorentina giocò a porte chiuse, sul neutro di Rimini, con l'Ascoli: 2-0 il risultato per i viola, gol di Ujfalusi e Toni. Due volte consecutive a porte chiuse la Fiorentina ha giocato nel 2007, dopo la morte di Raciti: nel primo caso fu al Franchi proprio con l'Udinese e la gara finì a favore dei viola per 2-0; la settimana successiva il Catania (il cui stadio era chiuso per la tragedia accaduta proprio all'esterno dello stadio etneo) affrontò proprio la Fiorentina in campo neutro e ancora a porte chiuse; anche in quel caso vinsero i viola: 1-0 con gol di Toni. L'ultimo precedente è del 2013 con Montella in panchina. A Cagliari l'Is Arenas non era ritenuto a norma ed alcune partite furono giocate a porte chiuse, tra cui quella con la Fiorentina. In questo caso però vinsero i padroni di casa per 2-1 con uno dei pochissimi errori (decisivo appunto) dell'allora straordinario Pizarro.