Vanoli non in discussione, il giorno libero che sa di ennesima presa in giro e un tonfo che fa più male degli altri. La Fiorentina è ancora nei guai e la luce in fondo al tunnel è di nuovo lontana. Paratici prenda la situazione in mano

Vanoli non in discussione, il giorno libero che sa di ennesima presa in giro e un tonfo che fa più male degli altri. La Fiorentina è ancora nei guai e la luce in fondo al tunnel è di nuovo lontana. Paratici prenda la situazione in manoFirenzeViola.it
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Lorenzo Di Benedetto

Ancora una volta la solita, triste, storia. La Fiorentina aveva l'occasione di fare la voce grossa nella corsa salvezza, con il vantaggio di giocare per ultima, ma ha fallito, di nuovo. Quella contro l'Udinese di lunedì scorso, se possibile, è stata forse la peggior partita di questa sciagurata stagione e la paura di non riuscire a centrare la salvezza c'è, inutile nasconderlo, anzi. La sensazione è che la squadra, se così possiamo chiamarla, non abbia ancora capito il rischio che corre e a undici giornate dalla fine del campionato il tempo inizia a stringere davvero. Serve una svolta, che facciamo fatica a pensare che possa arrivare davvero, perché dopo tre vittorie di fila, che ci avevano fatto respirare per la prima volta da agosto, sono arrivate due sconfitte che fanno male, malissimo. Già inaccettabile quella contro lo Jagiellonia, incommentabile quella del Bluenergy Stadium. E ancora una volta le perplessità su Paolo Vanoli sono tante, per tutti i motivi del mondo. Il primo è quello legato al cambio modulo, con lo sciagurato ritorno alla difesa a tre che quest'anno ha dato soltanto problemi. Perché questa scelta? Impossibile comprenderla. Il secondo ha invece il nome di Daniele Rugani. Come ha fatto Vanoli a non capire che il centrale arrivato infortunato dalla Juventus a gennaio non fosse in grado di giocare? Mandarlo in campo nelle condizioni in cui lo abbiamo visto è stata una scelta incomprensibile, ma durante la settimana, all'interno del Viola Park, come è stato possibile non notare le sue difficoltà? Tutte domande alle quale è difficile rispondere, ma la cosa che torna ancora meno è il fatto che la dirigenza non abbia pensato di mettere in discussione l'allenatore dopo il ko di Udine.

In quattro giorni, da giovedì scorso a lunedì, la Fiorentina ha perso tutte le, poche, certezze che era riuscita a trovare nell'ultimo periodo e le colpe del tecnico sono tante. Cambiare adesso è un rischio, è vero, ma andare avanti con Vanoli lo è altrettanto. La speranza è che alla fine abbia ragione la dirigenza, questo è fuori discussione. La ciliegina sulla torta di quest'ultima settimana è stata però la scelta di dare un giorno libero alla squadra dopo il 3-0 contro l'Udinese. Una decisione che ha il sapore dell'ennesima presa in giro nei confronti dei tifosi, di Firenze e di tutti coloro che vogliono bene alla Fiorentina. Una sorta di premio, quando serviva una punizione severa dopo l'atteggiamento avuto da tutti in Friuli. Perché il ko di lunedì è stato un tonfo clamoroso e tutto poteva servire tranne che un martedì senza allenamenti.

La luce in fondo al tunnel è tornata a essere lontana, molto lontana, e le sensazioni che ci portiamo dentro in questo momento sono più negative che mai. Prima il Parma, poi il Rakow, poi la Cremonese e infine ancora il Rakow. Queste partite fanno paura, davvero, perché perdere in campionato sarebbe un incubo, l'ennesimo. Impossibile non pensare a questa eventualità, ma sarà importante cercare di essere ottimisti. Chi invece deve trovare forza, energia e carattere è la squadra. Adesso basta, i giocatori si prendano le responsabilità.

Infine un pensiero su Fabio Paratici. La verità è che dopo la sconfitta di Udine ci aspettavamo di vederlo di fronte alle telecamere. Non è stato così, e ci dispiace. E allora ci permettiamo di chiedere una cosa al neo ds: prenda la situazione in mano, perché nella corsa salvezza servirà tanto anche la sua esperienza. Serve il lavoro di tutti, per evitare che l'incubo diventi realtà.