POCHE IDEE E TANTO CUORE

23.02.2020 00:00 di Tommaso Loreto Twitter:    Vedi letture
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POCHE IDEE E TANTO CUORE

Poteva essere l'occasione buona per confermare la domenica genovese, più che sul piano del risultato al cospetto di una squadra più attrezzata quanto meno per lo stile di gioco che i viola avrebbero potuto scegliere lasciando al Milan l'iniziativa. In realtà anche se il tema della sfida è stato proprio questo, Milan a impostare e Fiorentina pronta a ripartire, alla fine i viola sono apparsi spesso a corto di idee.

Nel primo tempo, aperto con l'occasione di Castrovilli, l'arretramento della Fiorentina è stato lento ma troppo costante, lasciando fin troppo spazio a un Milan che appongiandosi su Ibrahimovic sapeva mandare uomini in area di rigore. Lo sa bene Dragowski decisivo sul colpo di testa di Rebic nel primo tempo, ma anche i suoi difensori trascinati dallo stesso Ibra sul gol annullato.

Una tendenza che non si è interrotta nel secondo tempo quando gli uomini di Pioli sono riusciti ad alzare anche il ritmo prima che il gol di Rebic e la superiorità numerica rendessero le cose più semplice. E' stato in quel momento, e grazie all'ingresso di Cutrone, che la Fiorentina ha cambiato volto, ritrovando il carattere degli ultimi tempi.

Se il diagonale largo di Vlahovic nel momento decisivo testimonia una serata non così positiva, il lancio per Cutrone nell'azione del rigore vale come parziale giustificazione, e soprattutto certifica un animo che Iachini è riuscito a rendere sempre più determinato. D'altronde se nel finale Begovic non risponde d'istinto a Caceres ai viola sarebbe riuscito persino il colpo grosso. Al resto, nel giro di una settimana, hanno pensato gli episodi che Dalbert a parte (qualche dubbio sul rosso resta) hanno sorriso alla Fiorentina pur entro i canoni regolamentari che rendono galeotta la mano di Ibra. Coincidenza o meno, fa comunque piacere vedere che le recriminazioni – legittime – di Commisso sono state ascoltate con conseguente ricorso al VAR molto più ricorrente.