NYT+DDR: IL MARE VIOLA È FORZA 8. E ORA IACHINI È COME PIOLI

04.07.2020 11:00 di Andrea Giannattasio Twitter:    Vedi letture
© foto di Giacomo Morini
NYT+DDR: IL MARE VIOLA È FORZA 8. E ORA IACHINI È COME PIOLI

Chissà cosa avrà pensato Beppe Iachini quando poco dopo le 21 di ieri sul sottopancia di Sky ha letto che la Fiorentina aveva già scelto l’allenatore della prossima stagione. Non un nome qualunque, quello di Daniele De Rossi, visto che oltre a un campione del mondo si tratta anche di un totale esordiente. L’esatto opposto di ciò che è adesso il tecnico viola, alla cui esperienza in fatto di salvezze e promozioni la società di Commisso si è affidata a dicembre per portare la nave in porto tra acque sicure. La speranza è che se davvero DDR rivestirà il ruolo di responsabile della prima squadra a Firenze dalle prossime settimane (anche se il club viola tende a smorzare questa voce, nonostante contatti in tal senso ce ne siano stati, e visto che l’ex Roma non è in possesso del patentino che gli permetterebbe di allenare) quantomeno Iachini sia stato già avvertito. Dato che quelle famose acque che dovevano in origine essere calme in direzione quota 40 punti, già dopo il ko con il Sassuolo hanno iniziato a lasciare spazio a delle onde che a loro volta dopo la "combo" micidiale “Articolo del New York Times + indiscrezione di De Rossi” si sono trasformate in un mare forza 8. Non certo il miglior modo per preparare la delicatissima trasferta di Parma, dove peraltro i ricordi recenti non sono dei migliori (lo scorso maggio i viola persero al 90’ e furono costretti a giocarsi la salvezza all’ultima di campionato).

In realtà che il futuro di Iachini fosse da tempo già segnato era ormai diventato il segreto di Pulcinella, complice la ripresa del campionato dopo lo stop (“Se la Serie A non dovesse ricominciare Beppe rimarrà qui” aveva scandito a più riprese Commisso a marzo, lasciando così sottintendere che le ultime 12 giornate si sarebbero eventualmente trasformare in un banco di prova per giocarsi la conferma da parte del tecnico), l’abbrivio della Fiorentina in questi primi tre turni post lockdown (un solo punto, sei gol incassati) e la volontà da parte del club di puntare su un nome di spessore per la panchina del prossimo anno. O un timoniere navigato come Emery, Spalletti o Benitez oppure, in alternativa, una candidatura suggestiva dal fascino tricolore (componente fondamentale per Rocco, da sempre col cuore italiano) come De Rossi. Da adesso Beppe si trova di fatto nella stessa posizione di Stefano Pioli al Milan: alla guida, cioè, di una squadra ad interim (Rangnick incombe da mesi sulla sua testa) con la differenza però che se i rossoneri hanno come obiettivo l’arrivo al 7° posto, la Viola deve ancora conquistarsi la sua salvezza. E farlo già da domani al Tardini con il polverone che si è sollevato nelle ultime 24 ore tra contratti su giocatori da vendere e tecnici in erba in rampa di lancio (ma perché questa fuga di notizie proprio ora?) non è proprio lo schema migliore con cui scendere in campo.