LA FENICE NEL NIDO: CACERES E LA SUA RINASCITA A VERONA

20.11.2019 10:00 di Andrea Giannattasio Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
LA FENICE NEL NIDO: CACERES E LA SUA RINASCITA A VERONA

Probabilmente non la vivrà come una gara da grande ex, eppure per Martin Caceres il Verona ha rappresentato un tassello importante all’interno della propria carriera. Per tanti aspetti decisivo, visto che quei sei mesi in Veneto gli hanno permesso di mettersi alle spalle il periodo forse più brutto della sua carriera. Era il 2017 e “el pelado”, dopo un periodo di inattività legata ad alcuni infortuni, scelse di dire alla proposta del Southampton: apparentemente, sembrava l’inizio di una nuova avventura per l’uruguagio che tuttavia - nonostante le buone premesse - riuscì a scendere in campo in una sola occasione con i Saints, ovvero nella vittoria esterna in Premier League di contro il Middlesbrough. Non essendo riuscito a convincere l’ambiente, proprio alla fine di quel mese risolse il suo contratto con gli inglesi. 

Sembrava l’inizio del baratro per Caceres, per molti condannato già ad appendere le scarpette al chiodo. E invece pochi mesi dopo arrivò la chiamata che non ti aspetti. Quella dell’Hellas Verona, che nell’estate del 2017 - in un’operazione condotta a braccetto con la Lazio - scelse di riportare ancora una volta in Italia il difensore che, numeri alla mano (specie per quanto riguarda i gol), si rese autore di un inizio di stagione a dir poco maiuscolo: nelle prime 14 presenze in campionato, il classe ’87 riuscì a segnare la bellezza di tre reti, un numero di rilievo se si pensa che ne aveva segnati lo stesso numero nell’arco della sua seconda parentesi alla Juventus, ovvero dal 2012 al 2016.

Come l’araba fenice, dunque, Caceres riuscì brillantemente a risorgere dalle sue ceneri, mantenendo viva la speranza di salvezza dell’Hellas fino a gennaio. Mese nel quale la Lazio, che da spettatrice interessata aveva partecipato al suo ingaggio con i gialloblù, scelse di portare “el pelado” nella Capitale, complicando in maniera quasi irrimediabile i piani di permanenza in A del Verona. Che adesso, dopo quasi due anni di distanza, si ritrova un suo piccolo-grande ex davanti. Una motivazione in più per il numero 22 viola, che oltre a voler fare bella figura davanti a un pubblico che per lui ha significato molto proverà a riscattarsi anche dalla brutta figura di due domeniche fa a Cagliari.