L'ESEMPIO DI GASP PER RIPARTIRE

23.09.2019 10:00 di Giacomo A. Galassi Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
L'ESEMPIO DI GASP PER RIPARTIRE

Il punto portato via da Parma ieri sera, inutile nasconderlo, suona più come una mezza sconfitta che come una mezza vittoria. Perché nonostante alla vigilia la Fiorentina potesse essere preoccupata dal valore dell'Atalanta, a pochi minuti dal termine portare via 3 punti dal Tardini sembrava pura formalità.

E invece due gol in 15 minuti hanno riportato la Fiorentina negli inferi, all'ultimo posto in classifica e con una vittoria che manca dal 17 febbraio scorso: 218 giorni e 18 partite fa. Numeri che fanno accapponare la pelle e che pongono la Fiorentina in fondo alla classifica come in quel 2010 con Sinisa Mihajlovic in panchina dopo la sconfitta con la Sampdoria alla 7ª giornata.

Ma non è tutto nero in casa Fiorentina. Da una parte c'è il duo d'attacco Chiesa-Ribery che sembra aver trovato un'intesa formidabile e che ha solo bisogno di una tenuta fisica maggiore dei due in futuro, dall'altra - anche se a Firenze, forse, il paragone farà un po' storcere il naso viste le continue dichiarazioni quantomeno criticabili del tecnico - si può guardare all'allenatore avversario ieri sera, Gian Piero Gasperini, per non disperare.

Solo quattro stagioni fa, infatti, alla sua prima sulla panchina dell'Atalanta il tecnico piemontese rischiò l'esonero dopo 5 giornate quando, con 4 sconfitte e 1 sola vittoria, i nerazzurri galleggiavano al penultimo posto della Serie A. Alla fine quella fu la stagione della consacrazione di Gasperini e della sua Atalanta, in grado di raggiungere il 4° posto finale e battere svariati record di vittorie.

Se la Fiorentina torna dunque da Parma con la testa bassa, non tutto porta a disperare. Mercoledì con la Sampdoria, però, potrebbe già diventare una sfida spartiacque.