L'ALTRA FACCIA DEI VIOLA

23.10.2019 20:00 di Dimitri Conti Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
L'ALTRA FACCIA DEI VIOLA

La ricerca del bel gioco, o comunque una rete di fraseggi iper-tecnici prima della conclusione, è uno dei punti su cui Vincenzo Montella non accetta compromessi. Le sue squadre devono giocare bene. Punto. Ed è con questa ricerca idelogica che si possono spiegare alcune scelte dell'allenatore viola, soprattutto a centrocampo. La più evidente, non è altro che l'esempio perfetto di questa strategia: Benassi, uno dei giocatori migliori della scorsa stagione - specie se si valuta il contributo in zona gol - ha rapidamente perso il posto per lasciare spazio a Castrovilli, prospetto che permette a Montella un palleggio più pulito, preciso ed elegante rispetto all'ex Toro.

Nell'attuale 3-5-2 con attacco leggero che ha messo in piedi l'Aeroplanino, si nota una ricerca quasi ossessiva dell'estetica, soprattutto ragionando dalla cintola in su. Con un uomo deputato a smorzare tutto questo offensivismo ideologico, e a fungere da equilibratore totale della squadra. Parliamo di Erick Pulgar: arrivato nella scorsa estate per circa 12 milioni di euro, l'ex Bologna si è sin da subito inserito negli schemi viola. I più dubbiosi, all'inizio, si chiedevano: come andrà la coabitazione con Badelj? La Fiorentina è pronta a giocare con un doppio regista? La risposta del campo non sembrerebbe lasciare spazio ai dubbi.

Una faccia che parla chiaro, che sottintende un atteggiamento da duro. E non parliamo solo dello sguardo, e dei mille tatuaggi, bensì di un giocatore che oltre alle doti di regia riconosciutegli da tutti, ha portato soprattutto una ruvidezza inedita in questa squadra. A volte persino troppa, come lunedì sera con Dessena, anche se al cileno va concesso l'alibi della non intenzionalità di far male, e il fatto che nel post-gara si sia mosso in prima persona per sincerarsi delle sue condizioni. La cosa certa è che Erick Pulgar sia una faccia nuova, per questa Fiorentina