IL TIFO AL TEMPO DEL COVID19: FIRENZE NEL NORD, PASSIONE ON THE ROAD

26.03.2020 00:00 di Sonia Anichini   Vedi letture
IL TIFO AL TEMPO DEL COVID19: FIRENZE NEL NORD, PASSIONE ON THE ROAD

Continua il periodo di clausura forzata per l’emergenza sanitaria e le misure di distanziamento sociale continuano a separarci. Per fortuna la rete ci tiene tutti più vicini e ci da modo di contattare le persone che sono nelle zone più critiche e sapere direttamente da loro com’è la situazione. Il nord Italia resta il più tartassato da questo maledetto virus e ne parliamo con un grande tifoso viola, Marco Baratti, meglio conosciuto come Barattistuta, leader del gruppo Firenze nel Nord.

Come state vivendo in questi giorni dalle vostre parti?

“Io sono di Novara ma lavoro a Milano e sono pertanto da un mese fisso lì e non posso rientrare a casa per salvaguardare la mia famiglia. Adesso gli spostamenti sono a zero, in giro non c’è nessuno. Io faccio 15 minuti in macchina dalla zona nord al centro di Milano e vedo sempre meno gente in strada, fermano per controlli anche chi è a piedi. Passano coi megafoni a chiedere collaborazione e per fortuna ora i casi sono in diminuzione.”

Spero che nessuno del tuo club abbia avuto problemi?

“No e non ci sono stati casi nemmeno nella zona di Bergamo dove abbiamo alcuni sostenitori viola. Né parenti né amici anche se ne leggiamo ogni giorno di tutti i colori e sono ancora tanti i contagiati. L’ultima partita che siamo venuti a Firenze, contro il Milan, il proprietario del pullman si è rifiutato di viaggiare con persone della Lombardia e non ha voluto guidare il mezzo. Siamo scesi al Franchi con l’auto, tutti belli pigiati e il rischio, a pensarci ora, poteva essere grande ma è andata bene.”

Ritieni sia stato un errore non fermare prima il calcio?

“Probabilmente si, ma nessuno si immaginava una cosa del genere e col senno di poi è troppo facile. Gli stessi che ora fanno appelli, prima dicevano di stare tranquilli.”

Come nasce il gruppo Firenze nel nord?

“Siamo attivi dalla metà degli anni ‘80 e si seguiva le partite della Fiorentina nel nord Italia. Poi, con l’arrivo di Batistuta, abbiamo iniziato ad organizzarci per venire a vedere le gare anche a Firenze. Abbiamo incontrato al mare un amico degli Alterati ed abbiamo iniziato l’esperienza dalle nostre parti come Alterati Novara prima e, a seguire a seconda dei tifosi che si aggiungevano, Alterati Piemonte e Alterati Piemonte e Lombardia. Il gruppo è cresciuto e sono arrivate anche persone dell’Emilia e del Veneto dando vita così agli Alterati Firenze nel nord. Anche se lontani geograficamente, oggi siamo tutti vicini a Firenze e alla Fiorentina grazie a internet. Noi rimaniamo comunque gente da stadio e non abbiamo neanche una sede perché per noi la sede è il pullman, che fa tante tappe per raccogliere i tifosi da portare allo stadio. Abbiamo inoltre, da quattro anni, una sezione che parte dal sud per unire tutti i viola e che si chiama Firenze nel Sud Calabria viola.”

Farò sempre due domande uguali a fine chiacchierata. Se ti dico Fiorentina cosa ti viene subito in mente?

“La passione. I miei grandi amori sono il calcio e la musica e mi sento le ali tarpate per non poterle vivere a fondo ora che siamo chiusi in casa. I concerti li fanno e li guardo in streaming ma le partite non ci sono e non rimane che sfogliare l’album dei ricordi come facciamo sulla pagina Facebook di Firenze nel nord.”

Dal tuo album dei ricordi, quale partita vorresti rivivere?

“La finale di Supercoppa italiana a San Siro, eravamo i più felici del mondo. Non possono mancare però anche il famoso 4-2 alla Juve, mi ritrovai tutta la Curva Fiesole in testa e il 2-3 all’Olimpico sempre contro i bianconeri con quel gol di Osvaldo nei minuti di recupero che ci portò alla vittoria. Osvaldo l’ho anche visto nella versione rocker quando è venuto dalle mie parti col suo gruppo Barrio Viejo.”

La Signora in viola