FIORENTINA, Due rette parallele...

19.08.2011 20:00 di  Marco Sarti   vedi letture
FIORENTINA, Due rette parallele...
FirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca

Punto primo: la Fiorentina non svende nessuno. Tradotto: chi cerca i saldi, è meglio che vada in altri supermercati. E questo vale per ogni giocatore presente nella rosa viola, e, a maggior ragione, per quei giocatori che ne rappresentano l'eccellenza. Punto secondo: la Fiorentina non tiene nessuno che non voglia restare o che, per i motivi più diversi, abbia voglia di provare nuove sfide. Tradotto: chi vuole se ne può andare, la Fiorentina sopravviverà. Sono queste le due grandi linee programmatiche, diciamo politiche, che la società intende seguire.

Due linee che, di principio, sono del tutto comprensibili, giuste, condivisibili. Ma che, nostro malgrado, nel calcio mal si conciliano tra loro, ed anzi sembrano intersecarsi poche volte quasi fossero due rette parallele. Quante volte si è parlato della rilevanza della volontà di un calciatore, quante volte del suo peso, rispetto al suo futuro professionale? Ecco, dalla sentenza Bosman in avanti il giocatore assume un ruolo necessario in ogni decisione che possa riguardare sia il suo futuro che il suo presente. Tutto questo si riverbera di conseguenza sul prezzo del cartellino. Una squadra, magari con già con l'accordo col giocatore in tasca, può avvicinarsi alla società acquirente con la legittima aspettativa di pagarlo meno. Perché? Perché il muro contro muro con un giocatore porta danni in primis alla squadra. E, tenere un giocatore scontento, solitamente, è come tenersi in casa una bomba ad orologeria che, bene che vada, non esplode ma fa tic-tac per tutto la stagione.

Tirando le somme: ci sono dei giocatori che sono scontenti? Bene. Nessuno li vuole regalare ma nemmeno si possono tenere a forza perché non ci portano la cifra richiesta. La Fiorentina sopravviverà anche senza di loro. Giusto. Però, a questo punto, occorre chiedersi se sia più controproducente vendere gli scontenti anche rinunciando ad una piccola (piccola non grossa) fetta della controparte economica oppure fare un tira e molla estenuante per i tifosi, per la società e per i diretti interessati? E poi, occorrerà chiedersi con che faccia e quale entusiasmo gli stessi diretti interessati potrebbero, nel momento in cui l'eventuale trasferimento non si concretizzasse, scendere di nuovo in campo con la maglia della Fiorentina?