C'era una Volta in Viola, il primo marcatore ufficiale della Fiorentina: la storia di Rodolfo Volk

Per i tifosi viola e per tutta Firenze il 29 agosto non è stato, non è e non sarà mai un giorno come gli altri. Il 29 agosto del 1926 infatti, su iniziativa del marchese Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano, nasceva la Fiorentina. A dare origine al club gigliato fu l'unione delle uniche due squadre all'epoca presenti in città: il Club Sportivo Firenze (di cui il marchese Ridolfi era presidente) e la Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas. Il nome inizialmente scelto per la formazione che avrebbe rappresentato il capoluogo toscano nel mondo del pallone fu Associazione Fiorentina del Calcio e come colori sociali si optò per il rosso della Libertas e il bianco del Club Sportivo. La prima casa della neonata Fiorentina fu lo stadio della Libertas in Via Bellini (oggi non più esistente) e proprio lì, il 3 ottobre 1926, i gigliati disputarono la loro prima gara ufficiale nel girone C della Lega Nord di Prima Divisione contro il Pisa.
Il match finì 3-1 per i biancorossi e a segnare il primo gol ufficiale della storia della Fiorentina fu un attaccante italiano nato sotto l'Impero austro-ungarico di nome Rodolfo Volk. Volk infatti, che nel primo derby toscano contro il Pisa segnò una doppietta, era nato a Fiume (oggi Rijeka) il 14 gennaio del 1906, quando la città sul golfo del Quarnaro era ancora dominio asburgico. Cresciuto nella Gloria Fiume, Volk a 20 anni viene spedito a Firenze dal Regio Esercito Italiano, perché dal 1924 Fiume era diventata italiana, a compiere il servizio di leva obbligatoria. Visto che ai militari non era consentito praticare altre attività sportive, Volk per giocare con i gigliati ha dovuto cambiare nome: diventando così Rodolfo Bolteni. Nella sua unica stagione fiorentina "Bolteni" segnerà 11 reti. Poi, finito il servizio militare, torna nella sua città natale per giocare con la Fiumana (società nata dall'unione tra la Gloria Fiume e l'Olympia Fiume).
Firenze non sarà l'unico luogo in cui Volk sarà costretto a cambiare nome. Nel 1927 infatti il centravanti fiumano viene acquistato dalla Roma per 127mila Lire e le regole di italianizzazione del cognome imposte dal regime fascista lo trasformarono in Rodolfo Folchi. Volk, o Folchi che dir si voglia, diventa ben presto un idolo di tutti i tifosi giallorossi segnando il primo storico gol in un derby contro la Lazio (Lazio-Roma 0-1 dell'8 dicembre 1929) e realizzando ben 106 reti, meglio di lui solo Totti, Pruzzo, Dzeko e Amedei, in cinque anni nella capitale. Soprannominato Sciabbolone, in contrapposizione al Re Vittorio Emanuele III di Savoia detto Sciabboletta per la bassa statura, Folchi lascia il calcio giocato nel 1949. Dopo aver lavorato come custode nelle piscine del Coni e come usciere negli uffici del Totocalcio, si spenge nell'anonimato di una casa di riposo sui castelli romani il 2 ottobre 1983.
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