ALLA RICERCA DELLA NORMALITÀ

24.03.2020 00:00 di Dimitri Conti Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
ALLA RICERCA DELLA NORMALITÀ

Il campionato italiano, l'universo calcio e più o meno metà del globo terracqueo sono in questo momento fermi, bloccati dal peso dell'emergenza Coronavirus che ormai non è più una questione soltanto italiana, ma ha travalicato ogni confine - ed era un eufemismo pensare che non dovesse andare così - costringendo numerosi paesi, e con loro anche i relativi campionati, a correre ai ripari.

E così, mentre la Serie A studia un piano per una ripresa che però ancora appare assai lontana all'orizzonte, nonostante i numeri quotidiani diramati dalla Protezione Civile tendano da un paio di giorni a questa parte a lasciare spiragli d'ottimismo, e sembra costretta a valutare anche un annullamento della stagione, anche le Olimpiadi nelle scorse ore hanno dovuto fare i conti, dopo le iniziali parole di fermezza del primo ministro giapponese Abe, ad un cambio di calendari che sembra inevitabile. Quando anche la torcia olimpica rallenta la sua corsa, è segnale che il problema sia di portata universale.

Anche gli Stati Uniti, patria del presidente viola Rocco Commisso, stanno vedendo crescere esponenzialmente i propri numeri: da ieri infatti gli USA sono il terzo paese al mondo per numero di contagiati. In particolare uno dei principali focolai viene identificato nello stato di New York, a due passi dal New Jersey che è invece casa di Commisso. Lo stesso numero uno viola sta seguendo con attenzione l'evoluzione del problema, dopo aver lanciato una raccolta fondi ("Forza e cuore" su GoFundMe) che nella giornata di oggi, grazie anche ai 10.000 euro immessi da Chiesa, si avvicina a passi sempre più spediti a quota 600mila euro. Un risultato notevole, specie se comparato con quanto messo in atto da altri club, anche più rinomati.

La parola d'ordine, quella che vale per tutti, da Commisso fino ai calciatori e allo staff viola, passando anche e soprattutto per ogni singolo tifoso viola e cittadino, è "normalità". La voglia di tornare a quell'ingenua serenità che sembra averci abbandonato in queste ore di enorme preoccupazione. Il rimedio, per ora, è uno solo: stiamo a casa, tutti. I tempi migliori torneranno.