ADV, HO SOFFERTO TROPPO: NON SONO PRONTO A TORNARE

20.12.2017 12:43 di  Redazione FV  Twitter:    vedi letture
Fonte: dalla nostra inviata, Luciana Magistrato
ADV, HO SOFFERTO TROPPO: NON SONO PRONTO A TORNARE
FirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca

A margine dell'inaugurazione del nuovo impianto Tod's ad Arquata, è tornato a parlare il patron della Fiorentina Andrea Della Valle. Queste le sue parole raccolte da Firenzeviola.it
"Il nuovo centro sportivo? C'è stata questa delibera, vedremo quali saranno i tempi. La nostra idea principale era quella di restare all'Affrico, l'ideale sarebbe stato avere tutti insieme. Ma questo è il problema minore. Il comunicato fatto ad inizio estate? L'idea rimane, l'appello era stato fatto ai veri fiorentini".

GESTIONE DELLA FIORENTINA - "Adesso dobbiamo parlare di questa Fiorentina, di come è stata strutturata in mia assenza. Questo deve far stare tranquilli i tifosi viola. In questi 15 anni di gestione non ho mai avuto gli uomini al posto giusto come adesso. Antognoni fa da cuscinetto fra la società, la città e la squadra ed il mister. Avrei dovuto riportare Antognoni a Firenze prima. Della Valle può non esserci, perché la struttura è perfetta. Corvino è il supervisore dell'area tecnica, Freitas è l'artefice degli ultimi acquisti fatti. Cognigni ci mette passione e cuore. Salica è tornato in azienda ed ha un ruolo ben definito ed importante. Pioli lo seguivamo da tempo, è la persona giusta per questo nuovo progetto".

NIENTE RITORNO - "Ecco perché Firenze deve stare tranquilla. In questo momento non credo di essere io il valore aggiunto. Io non ho la serenità per tornare a Firenze. La passione c'è sempre, io soffro sempre per questa squadra. Non ho ancora superato questo trauma, sto iniziando a superarlo dopo quello che è successo in estate. Al momento la situazione è questa, in futuro vedremo.  Vivo la società quotidianamente, attraverso la società. Sotto questo aspetto Firenze deve stare tranquilla".

NUOVO CICLO - "Adesso c'è da capire se si sta aprendo un nuovo ciclo. Serve un po' di pazienza, domenica per esempio abbiamo buttato via due punti. L'obiettivo è quello di riaprire un ciclo con ragazzi nuovi vogliosi di restare in viola. Firenze non deve essere una tappa di passaggio. Questi ragazzi lo stanno dimostrando, la squadra è costruita per lottare per le prime otto posizioni. Adesso siamo fra le prime otto, non mi nascondo. Dobbiamo capire se riusciremo a fare un piccolo salto di qualità, l'obiettivo è riportare entusiasmo a Firenze".

MALESSERE IN CITTÀ - "Come si esce da questa sensazione di malessere? Sento ancora cori dalla curva contro di me, forse qualcuno si sente un po' "protagonista" in curva. La città l'ho sempre sentita vicina, ma se i soliti fanno la voce grossa è un condizionamento pesante. Forse se ne esce con i risultati. Non capisco perché questa situazione sta continuando Firenze. Se dovessi tornare a Firenze ricomincerebbe tutto, non voglio porgere l'altra guancia. La mia risposta è stata creare una società molto forte. Quando ritroverò la mia serenità potrò tornare ad essere il vero valore aggiunto, come lo sono stato in passato. In questo momento, dove non c'è serenità, non è fondamentale avere un presidente in città". 

PROGRAMMI PER IL FUTURO - "Il programma della proprietà per il futuro? Adesso ci sono i nuovi proventi televisivi, i prossimi anni saranno importanti. Autofinanziamento? È una parola che non piace a nessuno, ma lo stanno attuando tutte le società. L'unica che non lo fa forse è il Milan. Il nostro autofinanziamento significa avere dei budget importanti a disposizione per creare una Fiorentina in grado di lottare come minimo per l'Europa League. La Fiorentina deve avere sempre questo obiettivo. Altri presidenti stanno guadagnando molto con il calcio, anche con risultati buoni. È il primo anno senza Europa, puntiamo molto sulla Coppa Italia. È fondamentale capire dove potranno arrivare questi nuovi ragazzi. A gennaio, se c'è da fare qualche innesto, Corvino e Freitas parleranno con noi. Questo gruppo in futuro ci darà grandi soddisfazioni".

SOCIETÀ IN VENDITA - "Cedere la Fiorentina in caso di offerta giusta? Difficile parlarne adesso. Preferirei parlarne nei prossimi mesi. Offerte da parte dei "fiorentini veri" non sono arrivate. In un momento di mia profonda tristezza abbiamo messo ufficialmente in vendita la società. Il nostro obiettivo è quello di capire se c'è qualcuno di serio che abbia le capacità di far sognare Firenze in futuro come abbiamo fatto noi in passato. Allo stesso tempo dobbiamo gestire bene questa società, sono quasi due vite parallele. Il cuore mi direbbe di restare a Firenze altri 10 anni. Non viviamo alla giornata, però io sono molto impulsivo ed emotivo, se sento due o tre cori brutti nei miei confronti posso prendere una decisione importante. Sembra un paradosso, ma in questo clima di incertezza abbiamo gestito benissimo la società. In questo momento non so dire se cederemo la Fiorentina, il cuore vorrebbe altro". 

CHIESA E IL MERCATO - "Mi auguro di trattenere il ragazzo con noi almeno qualche anno. C'è un bel progetto, poi sta a lui decidere ma io sono ottimista. I giocatori che sono stati ceduti è perché volevano cambiare aria, anche Vecino. L'unico che voleva restare era Borja Valero, alla fine ci siamo chiariti. Era giusto cambiare e portare linfa nuova al progetto viola. Il giudizio sul mercato lo faremo fra un paio di settimane. Il mercato di gennaio? Vedremo se c'è bisogno di fare qualcosa, Corvino e Freitas sono pronti. Il monte ingaggi dimezzato? Con i se ed i ma non va da nessuna parte. Con due punti in più saremmo stati vicino alla sesta, ovvero in piena corsa per l'Europa League. In passato sono stati anni eccezionali, dove noi abbiamo messo tanti soldi. Ma i soldi non fanno la differenza, l'Atalanta è un esempio. Non legherei tutto al monte ingaggi, a meno che tu non voglia vincere lo Scudetto. Non è scontato che chi spende vince, guardate il Milan. Non ci possiamo più permettere un certo tipo di investimenti".

SUL RITORNO - "Come ho detto, quando mi sentirò pronto di tornare con energia positiva lo farò. Adesso non sarebbe giusto, soprattutto nei confronti di Firenze. Sarò il primo a tornare quando starò bene".

PIOLI - "Col senno di poi forse avremmo fatto meglio a portare Pioli un anno prima a Firenze. Forse mi sono lasciato trascinare dalla situazione ambientale. Sousa ha fatto grandi cose a Firenze, ma con il portoghese che non era più convinto di restare forse avremmo dovuto cambiare prima. Con Pioli non avremmo perso un anno. Poi è successo il vero crack, ovvero il mio allontanamento da Firenze". 

IL NUOVO STADIO - "Non ho mai pensato che il nuovo stadio possa aiutare nella cessione della squadra. Il valore economico non è importante. Finalmente è stato fatto un passo in avanti importante, noi ci crediamo. Abbiamo fatto una presentazione in pompa magna, non ci piace fare i teatrini per poi non realizzarli. Qui c'è solidità, un'azienda fatta in 11 mesi, abbiamo creato un piccolo miracolo. Con i permessi in mano siamo pronti ad accelerare. Siamo ottimisti, vedremo nei prossimi mesi. Il valore della società non cambia con lo stadio".

SOFFERENZA - "Ad oggi non ci sono offerte concrete per la Fiorentina. Quando parlo di sofferenza è perché ogni domenica seguo la squadra. Mi sento ancora profondamente turbato, non mi vergogno a dirlo: la domenica per me non è facile. Certo, mi sento quotidianamente con la squadra, ma è come se mi mancasse qualcosa". 

COSA DEVE FARE LA CITTÀ DI FIRENZE - "A Firenze, al 99%, non è mai mancata la passione. Io amo Firenze e le persone normali amano amano me, sanno cosa ho dato alla piazza in questi anni. Gli "altri" anno un ruolo da protagonista, che in questo momento non possono cambiare. Non li capisco. Ci troviamo in questa situazione, chi ne paga le conseguenze è il tifoso comune che non mi vede più in giro per la città. Mi manca il dialogo con la mia gente. Io rispetto il tifo caldo, se loro rispettassero anche me sarebbe bello. Capisco che cono arrabbiati per i mancati investimenti, me le continue e pesanti offese personali mi hanno destabilizzato". 

SUGLI ERRORI - "Ho fatto tanta autocritica. Di errori ne ho fatti tanti, ma ho anche dato tanto. Non voglio dimenticare mai i fiorentini che mi vogliono bene. Io amo Firenze e la amerò per sempre. Ho sacrificato tutta la mia vita privata per stare con la squadra, ma l'ho fatto volentieri. L'anno scorso è stata una cosa violenta che mi ha turbato. Il tempo aiuta a dimenticare, speriamo. Adesso è importante vedere migliorare la squadra, è un bel gruppo, Pioli deve continuare su questa squadra. La squadra deve proteggere sempre il tecnico, Firenze deve credere che sta nascendo qualcosa di nuovo. Dobbiamo remare tutti dalla stessa parte, prima o poi tornerà questa questa forza interna dentro di me. Il calcio si divide fra imprenditori che fanno calcio, e questo non mi piace per niente, poi ci sono i presidente come me che hanno passione e cuore".

MESSAGGIO AI TIFOSI - "Ai tifosi dico di restare vicino alla squadra, al mister e alla società. Io, anche se fisicamente non mi vedete, sono sul pezzo ogni giorno. I segnali sono buoni, sono fiducioso. Firenze merita di avere una squadra ad alti livelli, questo è il mio impegno".

SULLA LEGA - "Siamo molto presenti, ci sono tanti cambiamenti. I prossimi mesi sono delicati, soprattutto per il cambiamento del calcio italiano. Serviranno le persone giuste per ridare vigore al calcio italiano. La LEGA deve essere gestita da un amministratore delegato ed un grandissimo presidente. Serve una persona in grado di vendere il calcio all'estero, noi siamo molto indietro rispetto ad Inghilterra, Spagna e Germania. L'obiettivo è vendere il prodotto italia, come stiamo facendo noi nel lusso. Le lotte di palazzo non servono più a niente. Se ci mettiamo tutti a lavorare a testa bassa in qualche anno riusciremo a colmare il gap con i campionati esteri".