Tre Fiorentine in una stagione: ottavi nel 2026, Paratici ha un passo da Champions
La stagione della Fiorentina è un thriller cupo, tetro, con poca luce, ma con due spartiacque. Dopo la partenza da horror, i 4 punti in 10 giornate, l'esonero di Stefano Pioli e l'arrivo di Paolo Vanoli, la vera svolta arriva dopo capodanno: prima gara del 2026, Fiorentina 1 Cremonese 0, Moise Kean in mischia a pochi secondi dal 90'. Da lì la pellicola comincia a guadagnare un po' di colore e l'horror si trasforma in un Revenge movie, una scalata poco nobile ma allo stesso tempo complessa.
LA SVOLTA. Parte tutto dalla scelta di novembre per il post-Pioli: il 5 dello stesso mese arriva Paolo Vanoli, che ci mette un po' a carburare, vince la prima alla quindicesima di Serie A con l'Udinese, poi la svolta con la Cremonese; i numeri da quel giorno sono più che positivi e c'entrano poco con il campionato fatto e la lotta salvezza, c'entrano forse un po' di più con quello che è il valore di una squadra che è settima come monte ingaggi in Serie A. E visto che Paolo Vanoli, l'artefice di questa rincorsa che a novembre sembrava disperata, ripete sempre, quando gli chiedono se spera in una conferma a Firenze, che i numeri parlano per lui, facciamoli parlare.
I NUMERI DEL 2026
Da quel 4 gennaio 2026, da quel gol sporco e brutto di Moise Kean, la spina viene riattaccata: in 21 gare nel nuovo anno la Fiorentina raccoglie 33 punti, per capirsi meglio fanno solo sette squadre (51 Inter, 43 Como, 42 Napoli, 39 Roma, 37 Atalanta e Juventus, 35 Milan). Nel girone di ritorno, ovvero dal 10 gennaio a oggi, la Fiorentina è ottava, quindi potenzialmente a ridosso della zona europea, con 29 punti conquistati in 19 gare (a fronte dei 13 punti racimolati nelle prime 19 di campionato). Nel 2026 la Fiorentina ha soprattutto rimesso a posto la difesa: 8 clean sheet in 21 partite, 21 gol subiti, la media è facile e non è certo da lotta salvezza.
L'ERA PARATICI
L'altro punto di svolta arriva a inizio febbraio, per la precisione il 7, giorno in cui Fabio Paratici si insedia al Viola Park, diventando dirigente massimo del club. Se prendiamo questa data e mettiamo in fila i risultati fatti da allora, l'andamento diventa ancor più positivo. 25 punti in 15 gare: con Paratici al comando la Fiorentina viaggia a una media di 1,66 punti a partita - in proiezione, tenendo questa media in un campionato, si arriva a 63 punti, che quest'anno sarebbero valsi il settimo posto, davanti all'Atalanta-. Nell'era Paratici possiamo dire quindi che i risultati si sono 'normalizzati', cioè che sono stati più coerenti rispetto al valore della squadra nel contesto dell'attuale Serie A. Ma di normale, nonostante i tifosi abbiano preso questa salvezza come il minimo indispensabile, salutando tutti coi fischi - piccolo inciso, qualche chilometro più a nord un'altra squadra col settimo monte ingaggi nel proprio campionato, il Tottenham, si è salvata all'ultimo tuffo, ma lì nel nord di Londra, nonostante un anno ancor più nero rispetto a quello viola, una storia recente incomparabile rispetto sempre ai viola e una potenza di fuoco a livello economico allo stesso modo fuori scala, è stata una festa vera -, insomma nonostante questo quello che ha fatto la Fiorentina da febbraio a ora è tutt'altro che scontato e normale.
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