Il tifoso viola ha sempre due squadre: la Fiorentina e quella del fantacalcio

Il tifoso viola ha sempre due squadre: la Fiorentina e quella del fantacalcioFirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 18:15News
di Redazione FV
Il tifoso viola tra Fiorentina, fantacalcio ed esports: come nuovi modi di vivere il calcio cambiano il rapporto con la squadra.

Ogni fine estate, in qualche salotto di Firenze, si ripete la stessa scena. Un gruppo di amici, un foglio con i crediti, un tabellone improvvisato e la domanda che divide il tavolo da più di trent'anni: vale la pena prendere il centravanti viola, o il cuore rischia di costare punti in classifica? L'asta del fantacalcio è ormai un rito quanto il ritiro precampionato, e in una città che vive il calcio come Firenze ha un sapore tutto particolare.
A quel rito se n'è aggiunto un altro, meno visibile ma in crescita: il calcio giocato con il joystick, che oggi ha un campionato ufficiale con le maglie dei club di Serie A, compresa quella viola. Due modi diversi di vivere il pallone fuori dal campo, che hanno cambiato lo sguardo di molti tifosi sulla propria squadra.

Da un'idea americana all'asta tra amici

Il fantacalcio nasce da un'intuizione di Riccardo Albini, giornalista milanese che alla fine degli anni Ottanta scopre i fantasy games americani, basati sul baseball e sul football. Li adatta al campionato italiano e nel 1990, pubblica un libro con il regolamento. Per qualche anno resta un passatempo di nicchia, giocato con carta, penna e i voti dei giornali del lunedì.
La svolta arriva nell'estate del 1994, quando La Gazzetta dello Sport lo porta sulle sue pagine. Le previsioni parlavano di circa 10.000 iscritti, al primo anno furono 70.000. Per i tifosi viola il tempismo fu quasi perfetto: in quella stagione Gabriel Batistuta vinse la classifica marcatori con 26 gol, e averlo in rosa voleva dire partire con un vantaggio enorme sugli amici.
Le regole di base sono rimaste quasi le stesse. Le formule possono variare, ma il meccanismo di base è rimasto quello di costruire una rosa, schierare una formazione e trasformare le prestazioni reali dei calciatori in punteggi attraverso voti, bonus e malus. Un sistema semplice che ha trasformato ogni dettaglio della partita in un numero da controllare.

Un gioco da sette milioni di squadre

Oggi il fantacalcio coinvolge in Italia milioni di persone. La piattaforma che detiene il marchio dal 2017, la milanese Quadronica, è passata da 1,2 milioni di euro di ricavi nel 2015 a quasi 10 milioni nel 2025. Numeri che hanno attirato l'attenzione della Lega Serie A, che nel febbraio 2026 ha deciso di acquistare il 51% della società per 18 milioni di euro. 
Il dettaglio che interessa di più a Firenze è l'esito del voto in assemblea: 15 club favorevoli, 2 astenuti e 3 contrari. Tra questi c'era proprio la Fiorentina, insieme a Como e Napoli, per un motivo molto concreto: il prezzo dell'operazione era considerato troppo alto.

Gioco di abilità e gioco regolamentato

Il fantacalcio viene considerato un gioco di abilità, perché il risultato dipende dalle scelte di chi forma la squadra e non solo dal caso. Le quote versate nelle leghe tra amici restano un accordo privato. 
Diverso è il discorso per il gioco regolamentato, che in Italia può essere offerto solo da concessionari autorizzati dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ed è soggetto a regole precise su identificazione dei conti, limiti e controlli. È una distinzione che molti appassionati non conoscono, ma che separa due mondi con regole e tutele molto diverse. Anche il mondo del gioco regolamentato utilizza formule che richiamano, per alcuni aspetti, la logica del fantasy sport. Su piattaforme come AdmiralBet esistono le sezioni "Calcio Fantasy" e "Marcatori Fantasy", dove le sfide sono costruite a tavolino: due squadre o due attaccanti impegnati in partite diverse vengono messi uno contro l'altro, e conta chi segna di più. Una Fiorentina che gioca al Franchi può così "sfidare" una squadra impegnata a centinaia di chilometri di distanza, un po' come succede la domenica sera a chi confronta i bonus della propria rosa con quelli dell'avversario di lega. 

Dalla scrivania alla console: il calcio degli esports

Se il fantacalcio trasforma il tifoso in allenatore, gli esports lo portano direttamente in campo, almeno sullo schermo. Dall'inizio degli anni Venti la Lega Serie A organizza l'eSerie A, un campionato ufficiale giocato sui simulatori calcistici, con squadre che rappresentano i club veri e ne indossano i colori. Il formato ricalca quello del calcio reale, con una stagione regolare, i playoff e una fase finale a eliminazione.
La Fiorentina ha una propria sezione esports e nel 2024 è stata tra le protagoniste del torneo. Il suo giocatore, Francesco "Virgil" Allocca, si è qualificato con le migliori quattro italiane per la eChampions League, la competizione europea dei club. Lì il percorso si è fermato alla fase a gironi, con una vittoria e tre sconfitte, ma per una sezione nata da poco è stato un risultato di peso.
Per chi lo guarda da fuori, la cosa più curiosa è il linguaggio. Nelle dirette si parla di moduli, pressing e transizioni come in una conferenza stampa del lunedì. Il confine tra il calcio visto in TV e quello giocato con il controller è più sottile di quanto sembri.

Il dilemma viola: il cuore o la fantamedia?

Torniamo però all'asta, dove il tifoso della Fiorentina vive un conflitto che i sostenitori delle grandi conoscono meno. Chi tifa per una squadra da scudetto può comprare i suoi giocatori senza grandi dubbi. Chi tifa viola, invece, deve decidere ogni anno se puntare sul proprio attaccante anche quando i numeri consiglierebbero altro.
Ci sono state stagioni in cui la scelta era facile. Nel 2005/06 Luca Toni segnò 31 gol in campionato, e chi lo aveva preso all'asta ha vissuto un anno praticamente senza rivali. Altre volte il legame con la maglia ha pesato più della logica, con rilanci fuori misura per giocatori che poi hanno reso meno del previsto.

Come cambia il modo di guardare una partita

L'effetto più evidente del fantacalcio è sul modo di seguire la partita. Un tifoso viola può trovarsi a sperare in un gol avversario perché l'attaccante dell'altra squadra è nella sua rosa, oppure a esultare per un assist che in campo è passato quasi inosservato. Anche un cambio all'88' diventa una notizia, perché entrare per due minuti significa avere un voto oppure no.
Poi c'è il lunedì, con le pagelle e le discussioni su chi sia stato davvero il migliore in campo, che per molti tifosi pesano quasi quanto il risultato. Il fantacalcio ha abituato un'intera generazione a giudicare i giocatori con i numeri, e anche il dibattito sui viola ne porta i segni: si parla di bonus, di rendimento, di "fantamedia" anche al bar vicino al Franchi.

Due squadre, una sola maglia

Il fantacalcio e gli esports non hanno tolto nulla alla Fiorentina: il tifo resta quello, con le sue domeniche storte e le sue notti europee. Hanno però aggiunto un secondo livello di lettura, fatto di statistiche, scelte e confronti tra amici che durano tutta la stagione.
Forse è proprio questo il segno del cambiamento. Il tifoso di oggi guarda la partita con due occhi diversi: uno è quello del cuore, legato al giglio sul petto, l'altro è quello di chi tiene il conto dei voti. Quando le due prospettive coincidono, con un gol viola che è anche un bonus in classifica, la domenica finisce nel migliore dei modi.