Serie A ai raggi x: lo stato di salute dei 20 club secondo cinque cluster economico-finanziari
Solo il 20% dei club di Serie A presenta un profilo economico-finanziario definito «relativamente solido». E' quanto emerge dalla Relazione Annuale 2026 della Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche, guidata dal presidente Massimiliano Atelli, che ha analizzato i conti delle società italiane costruendo anche una simulazione per individuare i diversi modelli di sostenibilità presenti nel massimo campionato. Lo scrive calcioefinanza.it, ecco alcuni stralci.
La Commissione indipendente ha suddiviso i 20 club in cinque modelli economico-finanziari: quattro società presentano il profilo più equilibrato, mentre nove rientrano nelle aree di fragilità o tensione economica. L’analisi utilizza per gli indicatori economici l’ultimo bilancio d’esercizio approvato e disponibile e, per quelli patrimoniali e finanziari, le situazioni intermedie al 31 marzo 2026 depositate dai club. La Commissione precisa che i cluster non rappresentano una graduatoria di merito né una valutazione dei singoli club: le società sono infatti presentate in forma anonima e aggregata. L’obiettivo è individuare configurazioni economico-finanziarie ricorrenti e mostrare quanto siano differenti i modelli attraverso i quali le squadre cercano di sostenere la propria competitività.
I 5 parametri in particolare e i risultati sono: Profilo economico relativamente solido – 20% (4 club), Player trading con incidenza significativa – 10% (2 club), Elevati ricavi con margini assorbiti da rosa, ammortamenti e struttura finanziaria – 25% (5 club), Fragilità con parziale tenuta operativa – 25% (5 club), Investimento intensivo o tensione economica – 20% (4 club).
La fotografia della Serie A mostra criticità anche sul versante patrimoniale e finanziario. Il patrimonio netto mediano è pari a 23,9 milioni di euro, ma con una forbice estremamente ampia: il valore minimo è negativo per 276,5 milioni, mentre quello massimo raggiunge 291 milioni. In particolare, quattro società su venti presentano un patrimonio netto negativo. Per i club con patrimonio positivo, il rapporto debt/equity registra una mediana di 2,99 volte, vale a dire quasi tre euro di debiti per ogni euro di patrimonio netto. Resta inoltre aperto il capitolo delle perdite sospese durante la pandemia. Secondo la Relazione, i conti considerati comprendono ancora circa 1,4 miliardi di euro di perdite sterilizzate, su 1,5 miliardi complessivamente sospesi, che dovranno essere ripianate secondo le modalità previste dalla normativa entro il bilancio 2028.
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