Malagò: "Mi piace questa Italia che guarda all'oggi e in prospettiva. Sugli stadi attese integrazioni"

Malagò: "Mi piace questa Italia che guarda all'oggi e in prospettiva. Sugli stadi attese integrazioni"FirenzeViola.it
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 17:15News
di Redazione FV

Il presidente federale Giovanni Malagò oggi è entrato per la prima volta a Coverciano da quando ha assunto il nuovo ruolo, anche se lo stesso dirigente ha confessato che un blitz lo aveva già fatto. Intanto in queste ore ha incassato anche la fiducia della Lega attraverso le parole di Ezio Simonelli, ecco le sue parole riportate da Tuttomercatoweb: “Se era venuto meno l'appoggio della serie A? Onestamente no, magari nella testa o nei retroscena di qualcuno, di qualche vostro collega. La realtà è dimostrata anche oggi con le dichiarazioni di Simonelli: penso che ne arriveranno tante altre di dichiarazioni di altre persone, non è che uno necessariamente deve lanciare un’agenzia se non c’è un evento o non riceve una domanda. Io stesso, quando mi capitano domande, rispondo con educazione. Certo, mi ha fatto piacere leggere cose che sapevo: i presidenti della Serie A li avevo visti e sentiti, non so se tutti o quasi tutti, nei giorni scorsi”.

Prima volta a Coverciano? “Vi devo smentire, non è la prima volta: ho fatto già un blitz con gli amici dell’Assoallenatori, sono stato un pomeriggio con loro a confrontarci. Nella giornata di oggi ho dedicato due ore per vedere tutta una serie di progetti e investimenti che vorremmo, uso il plurale maiestatis, fare a Coverciano. È tutto bellissimo, ma penso anche che nel tempo ci sia necessità di uniformarsi alle esigenze di quella che vogliamo sia sempre di più un’eccellenza del calcio italiano e che vogliamo lo sia sempre di più nel nostro Paese, ma anche a livello internazionale. Ho avuto un lunghissimo incontro con lo staff, con chi ci lavora tutto l’anno: penso che a breve faremo una riunione specifica”.

Più dispiaciuto per la situazione o per le persone che l’hanno determinata? “Beh, è un bel combinato disposto… Diciamo che A senza B non sarebbe successa, sono due cose che vanno in parallelo”.

Lei e la capodelegazione Bianchedi avete delle situazioni in bilico che possono influenzare la Nazionale? “Credo ci sia un po’ di confusione, non c’è alcuna analogia con la posizione di Diana. E non credo possano influenzare in modo assoluto, anzi penso che possano essere da stimolo”.

Perché non è stata ancora convocata la Giunta? “È una domanda cattivella, ce n’è una già fissata a ottobre. Non lo dovete chiedere a me, la calendarizzazione delle Giunte c’è da sempre”.

Che messaggio ha mandato agli Azzurri? “Sono discorsi che ho fatto tante volte nella mia vita, non sempre gli stessi a seconda del contesto, dello sport, della squadra. Se c’è qualcosa che penso mi venga riconosciuta, è saper parlare alla pancia e al cuore degli atleti. Il presidente Gravina mi fece un grande onore e magari qualche scaramantico non la direbbe questa cosa: mi invitò all’Acqua Acetosa, l’Italia si stava preparando agli Europei. Io ero presidente del CONI, mi disse di parlare io e mi sorprese, gliene fui grato: dissi parole che magari hanno anche aiutato, un po’ diverse da quelle dette oggi. Ho detto che siamo sulla stessa barca, non su imbarcazioni diverse… Ho parlato di fiducia, di ottimismo, di consapevolezza: non sempre nello sport si raggiungono i risultati che si vogliono, ma è importante essere allegri e spensierati. L’Italia ci guarda, più che mai. Non dobbiamo dimostrare solo una certa fiducia, ma che loro sono al centro di questo discorso”.

Le piace questa Italia di esperti e giovani? “Sarei un pazzo se dicessi di no. Ognuno ha le sue opinioni: più o meno sono le persone che potevo immaginare, sapendo come ragiona il ct. Qualcosa di consolidato e qualcosa di prospettiva… Tra due anni giochiamo un Europeo, tra quattro anni un Mondiale, risultati permettendo, e tra sei anni un Europeo in casa, almeno siamo qualificati di diritto: battute a parte, devi guardare con prospettiva a questi sei anni, altrimenti saresti un irresponsabile, ma anche all’oggi e forse anche a ieri sera”.

Il 1° ottobre deadline per gli stadi di Euro 2032. Ci sono novità? “La UEFA ha mandato una missiva alle amministrazioni comunali titolari degli impianti, mentre in qualche città come Torino o Milano ci sono proprietà private. La richiesta era di sapere se ci fosse qualche integrazione rispetto alla documentazione presentata a fine luglio: non svelo nulla, ma ci sono state almeno un paio di novità positive. Qualcuno ha promesso che da qui a fine settembre ci saranno delle integrazioni”.

Alla fine di questi sei anni sarebbe contento se l’Italia avesse raggiunto quale obiettivo? “Non si può rispondere. E spiego il mio punto di vista: io, lo ricordavo al funerale di Mazzola, ero ragazzo, avevo 10 anni quando vidi Italia-Germania 4-3. Poi mi ricordo anche il ritorno all’aeroporto di Fiumicino: gli lanciavano i pomodori! Cioè, l’Italia aveva battuto una delle squadre più forti di tutti i tempi, era arrivata in finale e aveva chiuso seconda, e le tiravano i pomodori? Dice tanto di come ragioniamo. Mentre altre volte non sei andato vicino, ma hai dato tutto, senza polemiche, hai fatto sentire orgogliosi e l’accoglienza è diversa. Il confronto dipende dalle aspettative”.

Ieri Kayode ha detto che la Nazionale italiana è pronta a fare come le nazionali di atletica e volley, cioè essere multietnica. “È un dato di fatto, mi sembra inequivocabile”.