KHARJA, A Firenze vissuta un'esperienza orrenda

18.07.2012 00:05 di Redazione FV  articolo letto 10704 volte
Fonte: Alessio Alaimo per TuttoMercatoWeb.com
© foto di Federico De Luca
KHARJA, A Firenze vissuta un'esperienza orrenda

Non gli hanno mai dato l'opportunità di chiarire alcuni aspetti. Lo hanno sempre attaccato, fatto passare per capro espiatorio dei problemi della Fiorentina. Houssine Kharja non ci sta e fresco di risoluzione con il club viola affida a TuttoMercatoWeb i malumori dell'esperienza dello scorso anno. Ora è pronto a ricominciare dall'Arabya Sport Club, a cui si lega per due stagioni a 3,2 milioni di euro annui con opzione per altri due anni e una serie di benefit.

Diciamolo pure, ha avuto 3,2 milioni di motivi per accettare la corte dell'Al Arabya Sport Club.
"Sì, sono sincero. I soldi hanno fatto la loro parte. Però sono stato chiamato dallo sceicco in prima persona, il corteggiamento mi ha fatto piacere. Mi ha voluto a tutti i costi e questo mi ha fatto piacere. C'è un progetto interessante, il campionato sta crescendo. Ho avuto un paio di offerte in Europa, ma lo sceicco mi ha fatto sentire importante. Non mi piace fare l'ipocrita, la parte economica ha avuto un suo peso nella mia decisione. Avrei potuto aspettare qualche anno prima di andare in Qatar, ma non mi sarebbe piaciuto andare come lì da giocatore bollito. Poi non è la prima volta che mi arriva un'offerta del genere, sono due-tre anni che ho un'ottima quotazione in Arabia. Perché i club guardano soprattutto cosa fai con la tua Nazionale. Marocchini e brasiliani sono i giocatori più apprezzati, ogni anno ricevo delle offerte più o meno uguali. In Arabia Saudita mi hanno offerto di più, ma preferisco lo stile di vita del Qatar".

Eppure a gennaio sarebbe potuto andare al Milan, che poi ha scelto di puntare altri...
"Se fossi andato al Milan sarei rimasto, chiaro. A Firenze invece ero diventato indesiderato, per motivi non calcistici. Poi alla Fiorentina ho avuto poche opportunità, soltanto alla fine. Non mi hanno mai dato tante possibilità, gli altri giocatori sì. Anche se il mio rapporto con staff tecnico e società, soprattutto il presidente che è un grandissimo, è sempre stato buono".

E con gli ex compagni?
"La Fiorentina aveva bisogno di un azzeramento. Non lo nascondo: quando ho visto l'umore che c'era nello spogliatoio sono rimasto sconvolto. Non farò mai i nomi, ma c'erano troppi giocatori falsi e tante cose che non andavano bene. Il presidente merita grandi risultati, spero che con l'arrivo di Montella e Pradé la Fiorentina faccia bene. C'era solo bisogno di ripulire lo spogliatoio. Quando sono arrivato all'Inter mi hanno accolto tutti benissimo, invece i nuovi che arrivavano alla Fiorentina venivano guardati male. Soltanto alla fine, quando eravamo nei casini, si parlava un po' di più. Ma per tutto l'anno non c'era gruppo, nessuno si voleva bene. Poi io non mi sono mai messo in mezzo e quando andavo a Milano in treno ero felice, almeno vedevo la mia famiglia e non certe persone che non volevo vedere. Da quando sono stato alla Fiorentina non ho mai avuto l'opportunità di rilasciare un'intervista, ci tenevo a fare chiarezza, anche perché non mi è mai stata data la possibilità".

C'è dell'altro. Lo sfogo di Delio Rossi su Ljajic per esempio.
"Ecco, io quel giorno non ero disponibile. Avevo avvisato il mister della mia assenza a mezzogiorno perché avevo un problema al polpaccio, invece è venuto fuori che avevo spaccato la porta perché non sarei partito titolare e che stavo per menare Jovetic. Tutto falso. A proposito di Delio Rossi, un po' ho compreso il suo gesto, anche se ovviamente non sarò mai d'accordo. Con il mister ho giocato solo alla fine, avrei avuto i miei motivi per odiarlo, invece no. L'ho abbracciato. E c'è una cosa che mi ha fatto male".

Cioè?
"Il giorno dell'esonero voleva venire negli spogliatoi a chiederci scusa, non gliel'hanno permesso. Così ci ha aspettato fuori. A salutarlo ed abbracciarlo siamo andati in pochissimi, forse quattro o cinque. Ma vedere alcuni compagni che prendevano in giro Delio Rossi, visibilmente combattuto, mi ha dato fastidio. Non hanno avuto neanche il coraggio di salutarlo e fargli un in bocca al lupo. E questa è una cosa non da uomini veri ma da gente falsa".

Jovetic può andare alla Juventus...
"Ogni squadra ha il suo giocatore simbolo. Oggi quello della Fiorentina è proprio Jovetic, uno che non ha mai avuto problemi con nessuno. Anzi, l'anno scorso molti erano gelosi di lui. Per i tifosi viola venderlo non sarebbe giusto, soprattutto alla Juventus. Però è un giocatore che ha bisogno di giocare a livello internazionale, quindi nel suo interesse forse sarebbe giusto venderlo. Ma nel rispetto dei tifosi della Fiorentina non sarebbe corretto cederlo alla Juventus".

A proposito dei tifosi. Un messaggio per loro?
"Non hanno saputo giudicarmi nel migliore dei modi, perché non ho mai avuto un'opportunità vera per dimostrare quanto valgo. Ai tifosi dico di stare dietro al loro presidente, Andrea Della Valle, perché è una persona straordinaria. Non ho mai fatto polemica, perché c'è una dirigenza bravissima. Adesso che la Fiorentina ha fatto piazza pulita non resta che aspettare, perché la prossima potrà essere una grande stagione. Dispiace per gli insulti che ho ricevuto, mi dicevano di andare a vendere il kebab e andare a spacciare droga. Spero che il mio connazionale El Hamdaoui venga trattato meglio dalla piazza, ha bisogno di tempo per adattarsi. Gli auguro di fare bene".

La sua esperienza più bella?
"All'Inter ho vissuto sei mesi fantastici, sono stato benissimo. Poi ho giocato parecchio rispetto a quanto mi aspettassi. Siena invece mi ha lanciato nel calcio che conta, ma non dimenticherò mai neppure gli anni trascorsi alla Ternana e alla Roma. In ordine dico Ternana, Roma, Siena ed Inter".

Tra le più brutte, ovviamente, la Fiorentina.
"Sicuramente Firenze, per motivi extra calcistici. E anche Genova, dove mi sono rotto il crociato e da lì la piazza nei miei confronti ha avuto poca pazienza. Non mi hanno saputo aspettare. Poi quando ho ritrovato la forma sono andato all'Inter".

Ora l'avventura in Qatar. In bocca al lupo e... tante serie da sette gol. (l'Ar Arabya Sport Club gli riconoscerà 100.000 euro ogni sette reti realizzate).
"Spero di fare tanti gol, magari batterò anche punizioni e rigori (ride, ndr). Ti terrò aggiornato via sms ogni sette gol(sorride, ndr)".