COMMISSO, NON SONO QUA PER VEDERE VINCERE GLI ALTRI. CHIESA: PROMESSA MANTENUTA

24.02.2020 09:15 di Redazione FV Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
COMMISSO, NON SONO QUA PER VEDERE VINCERE GLI ALTRI. CHIESA: PROMESSA MANTENUTA

Rocco Commisso, imprenditore italo-americano e proprietario della Fiorentina, ha parlato così in una sua lunga intervista a DAZN: "Non credo che ci siano città nel mondo come Firenze se si parla di bellezza. Allo stesso tempo, però, non si può fare uno stadio bello, nuovo e veloce qua in centro vicino al duomo". 

Sulla sua storia...
"Nel '73 sono venuto a fare una vacanza qua in Italia e venni proprio qui a Firenze. Era bellissimo e pieno di ragazze molto belle. Io volevo fare il playboy per tutta la vita poi però dopo poche settimane mi sono fidanzato e mi sono sposato. Ho passato i primi dodici anni della mia vita in questo magnifico paese e qua andavo a scuola e ho imparato a suonare la fisarmonica. Nel marzo del 1962 con la Cristoforo Colombo arrivai a New York da Napoli. Tutti sulla nave mi volevano bene perché avevo la fisarmonica".

Ad agosto ha fatto un mercato mediatico mentre a gennaio un mercato mirato
"Sono venuto in Italia ad imparare. Abbiamo lavorato per fare una squadra bella ma poi sono successi i disastri. Ribery ha preso tante giornate di squalifica e poi si è infortunato". 

Rocco Commisso è un uomo fortunato?
"Direi di sì. Ho avuto molte possibilità. Sono andato a studiare all'università senza pagare un dollaro. Come calciatore fumavo tanto, pure nello spogliatoio, e quindi correvo poco. Questo però non posso dirlo ai miei giocatori che sennò mi ammazzano (ride ndr). Non ero un vero atleta però ero duro. I miei ragazzi devono essere più duri perché quando hanno fatto male a Pezzella e Ribery nessuno si è arrabbiato abbastanza e non hanno fatto capire agli avversari che queste cose non si fanno a noi".

Quali sono i suoi obiettivi?
"La mia volontà è quella di fare il nuovo stadio qua a Firenze. Per quanto riguarda la squadra io non sono venuto a Firenze per vedere gli altri che vincono e io che perdo". 

Chiesa?
"Non si sa se resterà a giugno ma io ho mantenuto la mia promessa non facendolo partire questa estate. Nessuno è venuto da me a dirmi che voleva comprare Federico".