"OCCHI PUNTATI SU" Una grande Fiorentina per 77'. Montolivo, ora o mai più!

"OCCHI PUNTATI SU" Una grande Fiorentina per 77'. Montolivo, ora o mai più!FirenzeViola.it
giovedì 6 novembre 2008, 03:09LE RUBRICHE DI FV
di Stefano Borgi
fonte Stefano Borgi per FV

E' sembrato di assistere ad un film già visto. Fiorentina che domina per più di un ora, mostrando piglio e sicurezza da grande squadra, per poi sgonfiarsi quando la lancetta sta per compiere l'ultimo quarto di cronometro. Successe a Lione con il gol di Piquionne che arrivò al 72' (bissato 13 minuti dopo dal pareggio di Benzema) ed è successo ieri sera con il gol di Borowski al 77'. Nel mezzo altri indizi che fanno più di una prova, sopratutto in campionato, dove la sindrome si allarga ai secondi tempi. Citiamo, in ordine sparso, i due gol subiti a Napoli, i tre di Roma con la Lazio, il momentaneo 1-2 di Simplicio a Palermo, fino ad arrivare a domenica scorsa con il gol-sconfitta, realizzato al 75', dal senese Kharjà. Di contro un solo risultato rimesso in piedi nei minuti finali, quello con la Juventus, grazie ad una prodezza personale di Gilardino e la vittoria col Genoa ottenuta (ancora) con un assolo del centravanti di Biella al 15' del secondo tempo.

 

Le motivazioni del perchè accada tutto questo possono essere molteplici e logica vorrebbe che la colpa ricada sulla precaria condizione fisica. Noi ci permettiamo di non essere d'accordo. Siamo alla 10° giornata di campionato ed alla sesta partita di Champions League (preliminari compresi). La fase di rodaggio è ormai completata ed è ancora troppo presto per accusare la stanchezza di tour de force e affini. Ad inizio stagione, poi, la Fiorentina veniva da una preparazione anticipata studiata apposta per affrontare al meglio i preliminari di Champions, e proprio in quel periodo ci fu il pareggio di Lione con una Fiorentina, certo beffata dall'ottusità arbitrale che concesse ai francesi il gol dell'1-2, ma che negli ultimi 20' fu sottomessa ed incapace di reagire alle folate avversarie. C'è da considerare, poi, il turn-over al quale Prandelli attinge a piene mani con una media di quattro-cinque cambi sistematici, alternati fra coppa e campionato. Crediamo molto di più alla tesi dell'inesperienza, dell'incapacità di saper gestire il risultato, della mancanza di cattiveria nei momenti topici dell'incontro, nel non riuscire a mettere al sicuro il risultato sfruttando, come è accaduto ieri sera contro il Bayern, quelle due o tre ripartenze che l'avversario in svantaggio, giocoforza, concede. Si sa, il calcio spesso è fatto di episodi ed è' pacifico che le valutazioni post-partita (oltre che il risultato finale) sarebbero state diverse se Mutu avesse raddoppiato (colpo di testa alto a metà ripresa), oppure se Kuzmanovic si fosse coordinato meglio su quel tiro a botta sicura dopo la respinta sul tiro di Gilardino, oppure (e qui si innesca il discorso parallelo dell'inesperienza) se Montolivo fosse stato più presente a se stesso intervenendo su quel pallone senza lasciarlo andare in nome di un fantomatico fuorigioco. Sulla prova di Montolivo poi, si potrebbero aprire conclavi infiniti. Preferiamo glissare chiosando brevemente che, se per Pazzini il tempo della pazienza e della fiducia si sta esaurendo, la situazione non è così diversa per "Montolo", anche ieri sera a tratti irritante per quell'apatia mista a supponenza prodotta in campo. La perla del gol subito non fa che avvalorare questa tesi, impietosa, ma inevitabile.

 

Ultimo aspetto, la mancanza di reazione dopo aver subito un pareggio che vuol dire, con tutta probabilità, eliminazione dalla Champions League. Mancavano, infatti, ancora 13 minuti alla fine più recupero, e il tempo per (almeno provare) a fare un gol c'era tutto. Bastava crederci, bastava una spruzzata di carattere, bastava, come dicevamo in apertura, un pizzico di esperienza in più, una maggior abitudine alla competizione che manca nella stragrande maggioranza dei giocatori viola. E invece c'è mancato poco che la beffa fosse completa con una sconfitta sfiorata a più riprese negli ultimi minuti. Fiorentina, quindi, splendido poeta a cui manca un verso per diventare grande. Ci consoliamo con le prove di Felipe Melo (mastodontico, gladiatorio, straripante...accettiamo suggerimenti per altri aggettivi consoni alla prova del brasiliano), di Kuzmanovic, bravissimo a raddoppiare su Ribery nel primo tempo ed a proporsi sovente in fase offensiva, e della coppia d'attacco Mutu-Gilardino (ah, averli avuti contro l'Inter di questi tempi...). La speranza, beninteso, è l'ultima a morire anche se la vediamo agonizzante. Servono due vittorie con il Lione al "Franchi" e a Bucarest con lo Steaua, sperare in un risultato positivo del Bayern in terra francese anche se, ci scuserete... non riponiamo molta fiducia in quest'ultima eventualità. Del resto, memori del pareggio-biscotto del Manchester a Valencia nel marzo 2000 (che di fatto ci eliminò da quella Champions) consideriamo anche questo un film tristemente già visto.